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Addio a Paolo Finzi Amico di De Andrè e degli anarchici Pinelli e Valpreda

Si è tolto la vita a Forlì travolto da un treno  II legame con Ferrara, la città della madre 

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la tragedia

Lunedì pomeriggio, nei pressi della stazione di Forlì, si è fatto travolgere da un treno in corsa: ma solo ieri la notizia della sua morte è rimbalzata in tutta Italia, dopo la certa identificazione, sulla base dei documenti che aveva in tasca con una delle ultime residenza, qui in città a Ferrara.

Nella galassia anarchica

Paolo Finzi aveva 69 anni ed era un personaggio di spicco della galassia anarchica italiana: lui milanese, con origini ferraresi da parte di madre, era un anarchico storico, e giovanissimi fece parte del circolo anarchico «della Ghisolfa», diventando amico di Giuseppe Pinelli. Lui stesso, appena 18enne, con Pinelli fu fermato e interrogato dalla Polizia nel dicembre del 1969, in merito alla strage di Piazza Fontana, e venne subito scagionato perché quel pomeriggio era in casa sua a Milano: Pinelli invece... Ma la sua storia non si può fermare qui: negli anni settata fondò la rivista anarchica A di cui era ancora redattore mentre dalla metà degli anni ’80 la sua amicizia con Fabrizio De André lo ha successivamente portato a curare numerose iniziative legate al cantautore genovese. Sempre fermo ai principi dell’anarchia, negli anni ’80, dopo l’assoluzione di Mario Valpreda dall’accusa di essere l’autore della strage di Piazza Fontana, lo accompagnò in una lunga serie di conferenze in tutta Italia e in questi anni fu autore di libri e dossier su personaggi anarchici.

un Forte Legame con Ferrara

Il legame che aveva con Ferrara era fortissimo, grazie alla madre Matilde Bassani di origini ebraiche, socialista e antifascista: venne arrestata proprio dai fascisti ferraresi nel 1942 per aver fatti parte di una rete clandestina di soccorso rosso nella nostra provincia, partecipando poi alla Resistenza a Roma in Bandiera Rossa. Finzi si divideva dunque tra la sua Milano e la città di Ferrara, dove ha anche vissuto minato dalle gravi malattie che lo rendevano sempre più vulnerabile. A Forlì si era recato per seguire una delle tante iniziative culturali di cui era promotore o in cui veniva coinvolto. Una tragedia per cui lui stesso non ha lasciato messaggi rimbalzata ieri in tutta Italia, soprattutto nel Milanese dove è fortissimo il suo ricordo. E a Ferrara, dove anche qui gli addetti ai lavori, pur riconoscendo che la sua era una vita isolata, era conosciuto per la sua storia di militante anarchico e perché amico di De André e la famiglia di Giuseppe Pinelli. –

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