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Addio all’ex caporeparto Berco «Era sempre umile e presente»

Alessandro Bassi
Addio all’ex caporeparto Berco «Era sempre umile e presente»

Tanta gente al funerale del 49enne Diego Benini, morto in un incidente stradale La benedizione di don Giuseppe sotto le magnolie del parco vicino alla chiesa

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MASI TORELLO

Il sole batte. Il giardino ben curato davanti alla chiesa di San Leonardo a Masi Torello si riempie di aria calda come piombo fuso versato lentamente. Tante auto, parcheggiate ovunque. Qualche moto. Sono veramente in tanti a dare l’ultimo saluto a Diego Benini, morto a 49 anni per un gravissimo incidente stradale mercoledì scorso, mentre stava tornando dal lavoro alla Berco di Copparo.

In tanti si stringono sotto gli alberi, a cercare un poco di ombra. La chiesa è già piena al limite della capienza Covid. Don Giuseppe Crepaldi, il parroco, aspetta fuori. Anziano, apparentemente fragile, appoggiato a un bastone.

UN DOLORE COMPOSTO

Arriva il feretro, una bara chiara, ricolma di fiori. Una piccola delegazione dei carabinieri di Copparo scatta sull’attenti e saluta. Dietro si stringe la famiglia, i due fratelli, la moglie e i figli. Uno degli zii stringe forte il giovanissimo Nicola. Sono devastati, ma il termine è riduttivo. L’interno della chiesa è accogliente. Dentro e fuori facce dure, di quelle di chi non vuole piangere, ma fatica molto a riuscirci. Don Giuseppe parte subito dicendo che non servono commenti, ma il silenzio. Alle letture viene citato il Libro della Sapienza, ripetendo più volte che chiunque si sia abbandonato alla speranza non verrà deluso; poi, da Luca, la crocifissione e i ladroni, con il Cristo morente che annuncia al ladrone pentito che in serata sarà insieme a lui nel regno dei cieli.

L’apparentemente fragile don Giuseppe diventa un gigante con la sua voce, amplificata anche per l’esterno, in una commovente omelia, espressa con il cuore stretto dal dolore. Ha detto, il parroco, che l’incidente è nato da macchine costruite dall’uomo per rendere più piacevole e comoda la vita; poi ha ricordato le qualità di Diego Benini, il suo profondo legame con la famiglia.

le parole del fratello

Il fratello Davide, a nome della famiglia, ha ricordato l’uomo Diego, il familiare tenero e presente, il caporeparto abile e rispettato, e il fatto che fosse il più giovane ma anche sempre disponibile per dare una mano, per essere presente nei momenti difficili, anche alla Casa Sole Luna, dove è ospitata la mamma. Non solo per lei, ma per tutti gli anziani della struttura. Il tutto con intima disperazione e voce frantumata dal dolore.

Il parroco fa portare fuori la salma, la fa mettere sotto le magnolie del parco vicino alla chiesa, e lì impartisce l’ultima benedizione. Chiama tutti i partecipanti alle esequie a stringersi in preghiera, vicini al feretro e partecipi al dolore. Infine, il trasferimento al cimitero di Copparo, dove Benini era nato. —

Alessandro Bassi

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