Amp ancora in sciopero «Accordo in alto mare su salari e mansioni»
È ancora sciopero alla Amp, l’azienda ferrarese del settore del riciclo di materie plastiche, dove da sei mesi è in corso una difficile trattativa tra sindacati e azienda su temi come giusto salario, inquadramenti professionali, formazione del personale e diritto alla consumazione del giusto pasto. Anche l’ultimo incontro, venerdì, si è concluso con una fumata nera e i lavoratori, già in stato di agitazione, tornano in sciopero. I sindacati Cgil, Cisl e Uil dei chimici hanno proclamato lo stop dei turnisti e dei giornalieri per le ultime due ore del turno di lavoro e dell’orario di servizio dal 22 al 24 luglio e ancora dal 27 al 31 luglio. Lo sciopero riguarda 70 dipendenti, di cui 10 interinali.
«Nell’incontro di venerdì - riferiscono Cgil, Cisl e Uil - abbiamo visto un’azienda che continua a negare e eludere i problemi posti dai lavoratori e dai sindacati». Appare inoltre «una provocazione» la proposta «di erogare un servizio mensa, tra l’altro con importante contributo 40% dei lavoratori (40%) a un prezzo palesemente fuori mercato per un pasto completo di primo, secondo, contorno, acqua e pane». I sindacati denunciano il mancato rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro nella determinazione del livello di inquadramento, «non in base alla mansione svolta dal lavoratore e da quanto tempo la svolga, ma secondo il giudizio arbitrario e unilaterale dell’azienda, che rivendica a sé il diritto di decidere se il lavoratore svolga in maniera adeguata la mansione. Questo induce a pensare che un lavoratore potrebbe non vedersi mai riconoscere il corretto inquadramento per tutta l’attività professionale». A questo si aggiungono la mancata partecipazione all’organizzazione del lavoro e il modello di calcolo del premio di risultato, fortemente contestato dai lavoratori. —
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