«Avvocati aiutino la procura» Il ‘fai da te’ contro il blocco
La proposta: gli studi legali distacchino collaboratori per far ripartire i processi La richiesta verrà presentata domani all’assemblea dell’Ordine Forense
«Se i problemi non si rendono pubblici, non si risolveranno mai»: secco e lapidario Alberto Bova, avvocato ferrarese commenta le nuove disposizioni della procura di bloccare una serie di processi minori (al giudice di pace) e procedimenti vari (archiviazioni e riduzioni servizi uffici) ammettendo che «se il procuratore capo è arrivato a questa decisione, fornendo i dati di cui non ho motivo di dubitare, non credo ci fossero alternative».
Tutti insieme per la città
In realtà Bova, all’assemblea dell’Ordine degli avvocati fissata per domani proporrà una concreta e pratica alternativa, formalmente, a tutti i legali ferraresi: «Siccome a Ferrara siamo oltre un migliaio come avvocati e molti sono in studi legali di grandi dimensioni, la proposta è quella di mettere a disposizione un collaboratore degli studi - giovane avvocato o praticante - che possa turnarsi con altri come lui, per sopperire alla mancanza di personale indicato dalla procura: sarebbe un servizio per la collettività cui possiamo contribuire come avvocati e indirettamente facciamo un servizio a noi legali che dal punto di vista professionale siamo in difficoltà dopo mesi e mesi di blocco del lockdown e solo ora in fase di ripresa che riprese non è».
Bova parte dal presupposto che come aveva riferito lo stesso procuratore Garau incontrando la stampa, ammetteva di essere stato costretto ad andare ad «elemosinare» personale da altri enti pubblici, o uffici giudiziari. E addirittura un contributo importante era stato dato agli uffici della procura da 5 volontari della Caritas, ragazzi assistiti dall’associazione. Ora, alla luce di tutto questo, anche la possibilità di inserire avvocati: «ovvio, con la clausola della assoluta riservatezza per le pratiche seguite» precisa Bova. E chiude: «Per quanto mi riguarda, come studio legale do già la mia disponibilità a distaccare un mio collaboratore da inserire negli uffici della procura».
Proposta non nuova
Una proposta tuttavia che non è innovativa nè nuova, già sperimentata in altri tribunali italiani. E sopratutto era stato lo stesso procuratore Garau, con una lettera del 22 giugno scorso, al Ministero (e a interlocutori istituzionali tra cui sottosegretario Giuistizia, presidente corte d’appello, procuratore generale e Ordine avvocati) a chiedere una sorta di autorizzazione ad allargare il reclutamento, di persone e volontari da ricercare anche tra gli avvocati della città.
«Siamo conoscenza di questa richiesta - spiega Eugenio Gallerani, presidente Ordine avvocati - dalla lettera del procuratore, una proposta comunque sulla quale, nel caso arrivasse una formale richiesta da parte della procura, dovrà essere il consiglio dell’Ordine a valutarla e poi decidere». —
D.P.
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