Imprese, crescita ai minimi «Tenuta sociale a rischio»
Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni alla Camera di Commercio resta positivo Ma l’economia del territorio rallenta. Il presidente Govoni: «Riavviare i cantieri»
L’emergenza Covid fa sentire i suoi effetti negativi sulle imprese ferraresi, e getta ombre sull’autunno, quando verrà messa a dura prova la tenuta sociale.
È il quadro che emerge dall’analisi trimestrale dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara, che vede il nostro territorio in forte rallentamento nel periodo aprile-giugno, pur mantenendo un bilancio positivo (+53) tra aperture (277 nuove iscrizioni) e chiusure (224 cessazioni).
Crescita al rallentatore
Il saldo corrisponde a una crescita percentuale dello 0,15%, contro lo 0,33% dello stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta del peggior risultato dei secondi trimestri degli ultimi anni. Tra le province dell’Emilia Romagna (dove il tasso di crescita medio è dello 0,26%) solo Ravenna (+0,06%) registra un indice di crescita più basso rispetto al dato di Ferrara, che si colloca all’83° posto della graduatoria provinciale.
Per contro, calano le aperture di nuove procedure fallimentari (23 rispetto alle 25 del 2019) e non si registrano concordati preventivi.
L’artigianato
Tra aprile e giugno, dunque, la voglia di fare impresa da parte dei ferraresi appare ancora più indebolita: nel secondo trimestre del 2019 le nuove iscrizioni erano state 480 contro le 277 attuali (-42%), anche se diminuiscono del 39% le cancellazioni (224 rispetto alle 365 dell’anno scorso).
A contribuire in misura maggiore alla tenuta “demografica” delle imprese ferraresi (che risultano essere 34.392 al 30 giugno) è il settore dell’artigianato, con un saldo attivo di 43 unità (121 iscrizioni contro 78 cancellazioni) e il tasso di crescita provinciale più alto della regione (+0,51%); così come le imprese individuali (+38) prevalgono sulle società di capitale. Reggono le imprese giovani, che rappresentano quasi un terzo totale delle iscrizioni e appena l’11% delle chiusure totali, con un tasso di crescita relativa nettamente più elevato rispetto al complesso delle imprese (+2,75% contro lo 0,15%).
«Ridurre il costo del lavoro»
«Il coraggio degli imprenditori ferraresi è più forte del Covid ma, evidentemente, da solo non basta» commenta il presidente della Camera di Commercio, Paolo Govoni, che aggiunge: «I dati parlano chiaro, c’è poco da aggiungere alla fotografia dei numeri, se non la preoccupazione degli imprenditori per la tenuta sociale del Paese e del territorio in autunno, quando molti dei nodi attuali verranno al pettine. Serve dare una prospettiva di crescita alla nostra economia, prevedendo, ad esempio, un piano di riduzione del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro alle imprese e aumentare il reddito dei lavoratori. Bisogna sbloccare i cantieri per realizzare quelle infrastrutture strategiche attese da anni e rendere strutturale il Piano Impresa 4.0 per traghettare fuori dal guado le imprese che hanno avviato il proprio percorso di piena maturazione digitale».—
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