Artigiani, ecco i fondi nazionali A Ferrara in arrivo 4 milioni
La bella notizia arriva e irrompe in conferenza stampa: il Governo ha sbloccato 500 milioni di euro per le imprese artigiane. Di questi, 4 arriveranno a Ferrara. Ieri nella sede di Confartigianato in via Veneziani la notizia è stata accolta con soddisfazione. Seppure una moderata soddisfazione. Dopo l’apertura del presidente provinciale Graziano Gallerani, è stato poi il responsabile sindacale di Confartigianato, Riccardo Mantovani a fare il punto della situazione alla luce della novità costituita dallo sblocco dei fondi e dall’imminente arrivo alle imprese ferraresi di quei 4 milioni di euro. Come saranno utilizzati? «È bene specificare – ha risposto Mantovani – che questi 4 milioni serviranno per pagare alle nostre aziende e ai lavoratori l’indennità di aprile. Il riferimento è ai mesi di lockdown».
Ma la moderata soddisfazione per lo sblocco dei fondi da parte del Governo lascia presto il posto al pensiero su come far arrivare questi denari alle 2mila aziende ferraresi e ai suoi 8mila addetti. «Se queste imprese non riusciranno più a investire – aggiunge il segretario di Confartigianato, Paolo Cirelli – a piegarsi sarà il tessuto economico di questo territorio». Cirelli ha proposto la creazione di un Tavolo che riunisca Prefettura, aziende, Comune e altri enti interessati, al fine di individuare i canali attraverso i quali agevolare l’arrivo di quei 4 milioni.
Nell’intervento conclusivo, il presidente della Camera di Commercio, Paolo Govoni ha detto sì «alla coesione tra enti e istituzioni, il nostro è un sistema sano – ha sottolineato Govoni – ma occorre attenzione perché se a settembre qualche impresa dovesse licenziare, allora il problema diventerebbe anche sociale, oltreché economico». Govoni ha anche ringraziato i colleghi relatori per l’impegno posto a salvaguardia dell’autonomia della Camera di Commercio di Ferrara, di fatto respingendo nuovamente l’idea di un suo accorpamento con l’ente camerale di Ravenna, strada, è stato detto, «che porterebbe a una perdita di identità di tutto il territorio di Ferrara».
Il sistema economico ferrarese, ha chiuso il presidente Govoni, «a seguito della crisi da Covid-19 ha subito gravissimi contraccolpi. A questo va aggiunta una ulteriore problematica che rischia di compromettere la tenuta dell’intero tessuto produttivo, cioè la mancanza di liquidità». —
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