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Donne vittime di reati Sì alle richieste d’aiuto

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La violenza nascosta tra le pareti domestiche. È quella che hanno dovuto subire tre donne per mano dei loro compagni, davanti agli occhi di altre vittime: i figli. Tra le 15 nuove richieste di aiuto accolte nei primi sette mesi di quest’anno dalla Fondazione emiliano-romagnola delle vittime di reato, ci sono anche quelle inoltrate da parte del Comune di Ferrara per queste tre donne maltrattate e i loro bambini.

L’attività della Fondazione, che ha confermato presidente Carlo Lucarelli, infatti non si è fermata durante l’Emergenza Covid e ha esaminato e accolto 15 richieste pervenute da tutta la Regione, per un impegno complessivo di quasi 90mila euro. Dal 2005 a oggi sono state aiutate 833 persone. L’anno scorso la Fondazione ha aiutato altri familiari di vittime di reati che hanno scosso il Ferrarese, tra cui i femminicidi di Cinzia Fusi e Atika Gharib e l’omicidio Tartari. —

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