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Ferrara

avvocati in assemblea 

Pochi addetti in procura «No all’uso dei legali»

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La carenza di personale che ha indotto la procura di Ferrara a rallentare e in parte bloccare la propria attività è certamente un problema «ma a risolverlo non deve essere l’Ordine degli Avvocati, che peraltro non ha ricevuto ad ora alcuna richiesta di intervento, né formale né informale». All’assemblea di giovedì, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara, Eugenio Gallerani, ha ribadito che la proposta di impiegare i giovani praticanti degli studi legali a sopperire alla mancanza di dipendenti amministrativi è stata formulata a titolo personale «da uno dei nostri iscritti, l’avvocato Alberto Bova, e non dall’Ordine. Non è questo il modo il risolvere il problema, che deve invece essere affrontato dal Ministero e dalla stessa procura».

L’assemblea ha anche osservato un minuto di silenzio in memoria di Aldo Andriulli, il decano degli avvocati ferraresi recentemente scomparso, e al quale sarà intitolata un’aula della sede dell’Ordine.

Sede che, peraltro, sarà oggetto di lavori di ammodernamento. Nel bilancio approvato giovedì è previsto infatti uno stanziamento mirato a eseguire l’intervento: «Il tutto anche in un’ottica di poter gestire le elezioni in piena sicurezza sanitaria, adeguando gli impianti per impedire il ricircolo».

C’è stato poi spazio per un consuntivo dei mesi del lockdown e degli obiettivi futuri: «La direzione è quella di tenere tutti i processi in presenza - conclude Gallerani - Nel penale questo sta già avvenendo, con tutte le garanzie per il distanziamento, nel civile invece parte dei processi si svolge ancora da remoto, ma con il ritorno alla normalità è necessario riprendere l’attività in presenza». —

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