I 100 intensi anni di Dante Leoni «Io, marinaio per sempre»
La cerimonia per l’invidiabile traguardo del reduce di guerra Una lunga esistenza tra incarichi dirigenziali e impegno sociale
la festa
Cento, intensi anni quelli vissuti dal cavalier Dante Leoni, festeggiato ieri al ristorante Bondi, alla presenza del vice sindaco Nicola Lodi, del sindaco di Voghiera Paolo Lupini, dell’ammiraglio Claudio Morgese, giunto appositamente da Malta, di monsignor Giuseppe Bachetti arrivato da San Benedetto del Tronto, e dei rappresentanti di diverse delegazioni emiliane dell’Anmi (associazione Marinai d’Italia) che lo hanno omaggiato con i loro “crest ” ovvero le targhe che rappresentano ogni gruppo sottolineate da un motto.
Dante Leoni, è nato a Longastrino il 25 luglio 1920 dal padre Floriano e dalla madre Carlotta Scabbia, braccianti agricoli, e fin da giovanissimo ha svolto attività lavorative nei settori agricoli e industriali.
A 19 anni si arruolò nella Regia Marina Italiana il 1° agosto 1939; il 1° giugno 1940 fu imbarcato sulla Corazzata “Littorio” e il 10 Giugno scoppiò la guerra. L’11 novembre 1940 vi fu la drammatica notte di Taranto la “Pearl Harbor” italiana: la “Littorio fu semiaffondata, Leoni si salvò . Il 30 Settembre 1945 ritornò a Longastrino e dal 1946 ha svolto parecchie attività, come dirigente di azienda.
Trasferito a Roma, ha ricoperto il ruolo di dirigente sindacale nazionale, Componente Commissione Ministero Turismo.
Negli anni Sessanta tornò a Ferrara sempre come dirigente sindacale del settore pubblico impiego e scuola; fu poi presidente del consiglio di gestione dell’Itip, Componente della Commissione Cab (Assistenza e Beneficenza) con i Prefetti di Ferrara Abbrescia e Nicastro, e aggiunto del Sindaco, come presidente di Circoscrizione.
Dal 1974 al 1976 è stato presidente del Comitato di gestione dei Centri di formazione Professionale della Cee.
Una vita di impegno racchiusa nel libro autobiografico “2251 ricordi di guerra ma sempre con la Marina nel cuore poiché, ha dichiarato ieri, «sono un marinaio per sempre». —
Margherita Goberti
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