Plastic free, operazione rifiuti Trenta volontari puliscono la città
L’associazione impegnata anche nell’educazione civica dei più piccoli Degrado nelle vie Diamantina e Eridano, bottiglie e mascherine a terra
l’iniziativa
Rifiuti abbandonati, bivacchi e bottiglie piene di urina, ma anche mascherine e guanti gettati nell’ambiente. È questo il degrado che si presenta in alcune zone della città, per le quali l’associazione Plastic Free non si limita a una semplice segnalazione, ma interviene attraverso raccolte differenziare per la salvaguardia e la pulizia della città e dei corsi d’acqua che se non adeguatamente ripuliti fanno scorrere i rifiuti fino al mare.
«La nostra è la sezione ferrarese di una organizzazione già radicata in altre realtà - spiega la referente Laura Felletti Spadazzi - Da circa un anno abbiamo iniziato a ripulire in modo volontario alcune zone della città e della provincia, come la scorsa settimana quando abbiamo raccolto molti rifiuti in mare nella zona di Lido di Volano».
Nonostante la buona volontà dei circa 30 volontari attivi di Plastic Free, si possono notare ancora molte criticità sul territorio, puntualmente comunicate all’assessorato competente e agli organi di polizia. «Secondo noi - prosegue Felletti Spadazzi -bisogna avere ben chiare le criticità e i luoghi dove il degrado la fa da padrone».
È il caso di un parcheggio solitamente utilizzato da mezzi pesanti, a lato della via Diamantina inserito nel contesto della zona commerciale “Diamante”, dove dopo la pulizia degli argini del corso d’acqua effettuata dagli stessi volontari è ancora in essere l’abbandono di quantità elevate di rifiuti, quali bottiglie in plastica e vetro, oltre a un veicolo lasciato in sosta da molto tempo.
Stessa specie di scarti, probabilmente lanciati dai veicoli in transito si possono notare nel fossato a lato della via Eridano, alle quali si aggiungono scorie di materiali edili abbandonati in alcune zone della città.
Importante il segnale lanciato da Plastic Free, legato alla mancanza di educazione e alla consapevolezza del danno ambientale che si crea e che secondo la responsabile «va insegnato sin dalle scuole elementari, dove si dovrebbe investire su educazione e formazione civica». Un progetto lanciato dalla stessa associazione e bloccato dall’emergenza Covid-19 prevede un importante segnale da lanciare ai bambini, dove viene loro insegnato che «dal tombino parte il mare»: una cicca buttata nei condotti fognari arriva infatti fino al mare, con grave danno ambientale. Un importante lavoro quello svolto dai volontari dell’associazione, ben disposti a continuare questo progetto anche attraverso cittadini volenterosi che possono liberamente segnalare le zone colme di rifiuti. In quei contesti i volontari chiedono però di essere aiutati dagli stessi abitanti che indicano queste criticità, in modo da trasmettere sempre di più quanto sia importante vivere in un ambiente sano e pulito. —
Stefano Balboni
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