Ferrara, che fastidio le zanzare: «Attenti a non “allevarle”»
Ferrara Tua cura per il Comune la disinfestazione in aree verdi, canali e caditoie Ferraro: in giugno dati superiori alla media, battaglia da combattere con i privati
FERRARA. Più del caldo e dell’afa, che pure dalle nostre parti non fanno difetto, il fastidio principe dell’estate ferrarese ha un nome: zanzara. Anzi, due, perché si dividono in due famiglie quelle che stanno assillando in città tutto il giorno, ma in particolare all’imbrunire: la tigre, pronta a pungere anche con il sole alto, e quella comune, che si palesa all’imbrunire, proprio quando magari si è predisposti a uscire evitando le ore più calde.
Tante, nei giorni scorsi, le segnalazioni di veri e propri assalti alla pelle, con conseguenti pruriti. Ma la situazione in città è davvero così insopportabile? La percezione è quella, ma forse siamo meno capaci di sopportare. Chiara Ferraro, responsabile tecnico servizio verde di Ferrara Tua, ci offre un quadro della situazione: «In tutti i posti che ci hanno segnalato in pratica non abbiamo trovato niente».
Eppure, il ponfo sulla cute non mente: «Certo, le zanzare ci sono e non si possono far sparire. Noi facciamo i trattamenti e, se è vero che con gli acquazzoni dei giorni scorsi la pioggia si è portata via il larvicida, in gran parte spazza via anche le stesse larve».
Ma la Ferraro pone l’accento sul più o meno consapevole allevamento di zanzare che molti praticano: «Impianti d’irrigazione, fioriere innaffiate, sottovasi colmi d’acqua: è lì che le zanzare si moltiplicano. Guardando ai numeri, in giugno l’Ausl ci aveva segnalato che eravamo sopra la media, d’altro canto alla zanzara tigre basta il terreno umido per la schiusa delle larve, ma finché la Regione non autorizza i trattamenti adulticidi, noi non possiamo intervenire».
Trattamenti che comunque non vengono certo effettuati in centro storico, ma nelle aree verdi: «Aspettiamo la rilevazione di luglio, che arriverà la prima settimana di agosto, ma, rispetto alle “solite” zone, come via Boschetto o a Pontelagoscuro, non ci aspettiamo grandi novità. I trattamenti larvali continuiamo comunque a farli: a Parco Massari di continuo, poi nelle caditoie, con l’Ausl che ci manda un rapporto settimanale, nei canali, che per altro ultimamente sono piuttosto secchi. Quando riceviamo delle segnalazioni, andiamo a controllare, ma finora non abbiamo trovato né pupe né larve».
Non bisogna dunque aspettarsi miracoli da Ferrara Tua, anzi, non bisogna aspettare, ma collaborare in maniera consapevole: «Purtroppo la gente a casa propria effettua il trattamento adulticida, che degrada al sole e dura tre giorni. Invece bisogna fare prevenzione. Per esempio, sotto i cumuli di foglie e rami appena piove si crea un focolaio. Poi, lo capisco che chi ha un giardino magari lo annaffia...».
Bisogna però contemperare anche fra l’eliminazione del fastidioso insetto e la salvaguardia della salute: «I bambini e i gatti - spiega nacora la Ferraro - sono sensibili al prodotto adulticida. Usiamo insetticidi piretroidi, i meno tossici per l’ambiente e uomo, ma aria fresca non sono, tant’è che nelle 48 ore successive al trattamento non si potrebbe sostare nell’area in cui è stato effettuato. Inoltre, sono abbattenti secchi, ammazzano anche api, libellule, lucciole. E la pioggia del giorno dopo li porta via e immetti schifezze nell’ambiente». —
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