La rosa “Anita Garibaldi” rubata dal giardino
PORTO GARIBALDI
La rosa creata dall’ibridatore Giulio Pantali e messa a dimora, in omaggio ad Anita Garibaldi un anno fa, in occasione del centenario delle celebrazioni per il cambio di denominazione da Magnavacca a Porto Garibaldi, è stata rubata ieri mattina. A fare la scoperta Giacomo Rizzati, un volontario di Porto Garibaldi che, in accordo con il Comune, si era preso a cuore la gestione della pianta, simbolo di speranza, libertà e attaccamento alla località. «Si tratta di un atto orribile, che mostra inciviltà e poco rispetto per questo territorio - il duro intervento di Maria Chiara Cavalieri, assessore politiche associazionismo del Comune lagunare - auspichiamo che chiunque sia stato possa riportarla al proprio posto il prima possibile». La rosa, denominata “Anita Garibaldi” è stata messa a dimora con il sostegno dei Comuni della trafila garibaldina e in collaborazione con l’ente morale museo e biblioteca “Renzi” di Borghi (Cesena). —
K.R.
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