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Locali covi di pusher Bar, market e negozi chiusi dalla Polizia

Locali covi di pusher Bar, market e negozi chiusi dalla Polizia

Stop a sette esercizi in un mese per motivi di sicurezza Uno di questi non ci sta e fa ricorso, il prefetto lo boccia 

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Non solo blitz e controlli contro spaccio di droga e immigrazione clandestina: prevenzione e repressione passano anche dalle verifiche sui locali della zona Gad: verifiche che hanno portato in un mese la Polizia amministrativa della Questura a stangare ben 7 locali in un mese, visto che dagli accertamenti degli ispettori negozi, market e bar sono risultati essere punti di riferimento di spacciatori dove incontrare i tanti consumatori di droga in cerca di dosi.

Stop dal questore

Per questo motivo i sette locali sono stati chiusi, con sospensione della licenza da parte del questore Cesare Capocasa, per una durata dai 7 ai 15 giorni. Provvedimenti adottati applicando le norme in materia, – ex articolo 100 del Tulps, testo unico pubblica sicurezza – che permette di adottare provvedimenti per situazioni di pericolo o rischio per ordine e sicurezza pubblica. Dopo i provvedimenti, per uno solo dei locali, il minimarket di via Ortigara è presentato un ricorso contro la chiusura, respinto dal prefetto Michele Campanaro, confermando motivi e gravità per cui il locale era stato sospeso.

I sette locali nel mirino

Oltre questo locale, la stangata di Questore e Polizia si è concentrata su altri locali della zona: il Bar Pentagono in via Ortigara; il minimarket di piazzale Stazione; il bar Diavoletto di Porta Catena; il bar Elena di via Oroboni; il bar minimarket di via Oroboni e il market angolo Cavour– Barriere. Tutti locali sui quali si erano concentrate le attenzioni della Polizia, che da oltre 4 mese sta attuando controlli in zona Gad, dal Grattacielo alla zona di via Oroboni e soprattutto dietro la stazione nei palazzoni di via Scalambra e in via Turchi nella ex Distilleria, diventati covo di immigrati clandestini e soprattutto nuovi punti di spaccio.

In questi locali come accertato dalle indagini, spacciatori e stranieri con precedenti bivaccavano tutto il giorno, diventando punti di riferimento per la microcriminalità locale e per i consumatori di droga che sapevano di trovare qui i loro pusher. –

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