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Export agroalimentare La regione vola al +4,7% Ferrara è penultima

Export agroalimentare La regione vola al +4,7% Ferrara è penultima

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Cresce l’export regionale dei prodotti agroalimentari, ma Ferrara è il fanalino di coda in Emilia Romagna con un controvalore di 398 milioni, il secondo più basso dopo Rimini.

È quanto emerge dal Rapporto 2019 sul Sistema agroalimentare dell’Emilia Romagna, frutto della collaborazione tra Regione e Unioncamere, e presentato ieri in streaming dall’assessore Alessio Mammi e dal presidente Unioncamere Alberto Zambianchi. Un consuntivo che traccia comunque un quadro molto positivo dell’export delle eccellenze enogastronomiche regionali, cresciuto del 4,7% (contro il 3,7% nazionale) per un controvalore di 6,8 miliardi di euro, portando per la prima volta il saldo positivo di oltre 200 milioni di euro della bilancia commerciale regionale. È un valore che rappresenta oltre il 10% dell’export totale regionale ed è pari al 16% dell’export agroalimentare italiano. A svettare è Parma con un controvalore di 1,79 miliardi di euro, seguita da Modena (1,33 miliardi), Ravenna (783 milioni), Reggio Emilia (637 milioni), Bologna (628), Forlì Cesena (592), Piacenza (437), appunto Ferrara (398) e Rimini (236). I settori trainanti sono il lattiero caseario (+9,5%), i derivati dei cereali (+17,9%), l’ortofrutta (+12%), mentre carni e salumi sono in leggera contrazione. Circa l’80% dei prodotti regionali finisce in Paesi Ue, ma con buoni sbocchi anche in Usa e Regno Unito, nonostante la Brexit. Da segnalare la crescita dell’occupazione agricola del 3%, pari a 72mila nuove unità.

Il sostegno al reddito degli agricoltori, è stato sottolineato, ha potuto contare sulle risorse europee del Piano di sviluppo rurale messe a bando a fine 2019: 1,1 miliardi pari al 93% dei fondi disponibili, ma ora - ha sottolineato Mammi - arrivano le misure di aiuto post Covid, in aggiunta al miliardo disposto dal Governo con i decreti Rilancio e Cura Italia. La Regione, oltre a misure di flessibilità e semplificazione «ha mobilitato le risorse ancora disponibili, abbattendo i tassi di interesse sui costi di conduzione (3,4 milioni di euro). Con l’assestamento di bilancio che sarà votato in questi giorni inoltre abbiamo proposto lo stanziamento di ulteriori risorse per aiuti forfettari agli agriturismi (3 milioni), al settore bieticolo (1,5 milioni) e alla filiera zootecnica del latte (17 milioni)». —

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