Biblioteche “ridotte” I sindacati: a settembre il ridimensionamento
Solo l’Ariostea è aperta sempre Bassani un giorno e mezzo a settimana, ancor meno Rodari, Tebaldi e Luppi «Le assunzioni non bastano»
Sulle prospettive del sistema bibliotecario comunale di Ferrara i sindacati della Fp Cgil, Cisl e Uil lanciano «un grido d’allarme. Il futuro del sistema – dicono – è a rischio, fra emergenza sanitaria, carenze occupazionali e mancato impegno da parte dell’amministrazione, e a settembre potremmo trovarci di fronte ad un inevitabile ridimensionamento del servizio dato alla città».
già avviato
Ridimensionamento che comunque si lamenta essere già avviato, viste le’ “nuove aperture Covid’’, diverse peraltro da quelle di città vicine: «Le biblioteche della città – dice Corrado Oddi (Fp Cgil) – hanno ripreso a ritmo decisamente ridotto e con un sistema basato sulle prenotazioni. E se la biblioteca Ariostea è aperta tutti i giorni, le altre viaggiano ad un ritmo molto ridotto: biblioteche come la Bassani, per esempio, sono aperte un giorno e mezzo a settimana e le altre, più piccole, come la Rodari, la Tebaldi e la Luppi di Porotto sono aperte mezza giornata a settimana». Condizioni difficili da digerire soprattutto allungando lo sguardo ad altre città della provincia ed altri capoluoghi di Provincia «dove si è aperto anche tutti i giorni della settimana. Il nostro Comune viaggia invece più lento».
C’è poi «la situazione di forte carenza occupazionale – continua Oddi – Fra la fine del 2019 e il 2020 erano previsti nove pensionamenti ma allo stato attuale abbiamo solo due nuove persone arrivate e due nuove persone che arriveranno a settembre. E biblioteche come San Giorgio, Porotto e la Rodari vanno avanti con una sola persona: se quella si ammala la biblioteca si ferma». Problematiche espresse all’amministrazione «all’ultimo incontro del 17 luglio: abbiamo chiesto che almeno a settembre si possa aprire tutti i giorni della settimana – dice Oddi – e abbiamo chiesto di fare assunzioni. Ma l’amministrazione continua a non sentirci e per l’ennesima volta non sono arrivate risposte. A questo punto, a settembre, l’inevitabile ridimensionamento dei servizi offerti alla città sarebbe il prodotto di una volontà politica».
assunzioni
Sulle nuove assunzioni, aggiunge Leonardo Uba (Uil), «chiediamo solo un utilizzo pieno delle risorse: a bilancio ci sono 2,9 milioni di euro per le assunzioni ma solo 1,5 milioni vengono utilizzati. La stessa attenzione rivolta a imprese e agricoltori la chiediamo per i servizi bibliotecari e tutti quelli che risentono della carenza del personale». E, è la richiesta di Maria Rosaria Rea (Cisl), «tutti i pensionamenti vengano sostituiti con personale adeguatamente formato e senza pensare all’esternalizzazione dei servizi». —
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