Nuova turbogas Ferrara C’è il “no” del Comune
L’assessore Balboni boccia l’impianto: impatto ambientale troppo elevato Sette osservazioni di Palazzo municipale sulla strada dell’autorizzazione
La nuova turbogas da 120 Mw da costruire nel polo chimico di Ferrara parte in salita. Il Comune, infatti, ha scelto di schierarsi contro il nuovo impianto, presentando tra l’altro sette “pesanti” osservazioni inserite nell’iter della Valutazione d’impatto ambientale incardinata al ministero. «Come amministrazione non riteniamo ci sia spazio per questo tipo d’impianti, con un impatto ambientale alto e comunque non proporzionato» sono le significative parole di Alessandro Balboni, assessore all’Ambiente. L’iter autorizzativo è nel pieno e il Comune non ha poteri particolari di veto, ma è chiaro che il suo parere pesa, anche se potrebbe modificarsi almeno in parte con le risposte ai quesiti Via.
l’impianto
Al centro dell’attenzione è la richiesta di Centro energia Ferrara, società controllata dal gruppo ceco Eph del magnate Daniel Kretinsky, di costruire appunto due moduli da complessivi 120 Mw di una nuova centrale turbogas, che affiancherebbe nel sito del petrolchimico quella da 800 Mw costruita nel decennio scorso, inserendosi nella rete Terna per l’approvvigionamento energetico nazionale. Nel progetto presentato da Cef si tratterebbe di sostituire due vecchie centrali energetiche già presenti in sito, e quindi il bilancio emissivo viene calcolato sottraendo ai numeri previsti per il nuovo impianto le sostanze inquinanti attribuite a questi ultimi. È proprio questo punto di partenza ad aver suscitato la perplessità di Palazzo Municipale.
le osservazioni
«Ci risulta che le due vecchie centrali non siano più utilizzate da tempo, quindi è necessario da parte di Cef fornire i dati di emissioni dell’impianto progettato e non il saldo emissivo» spiega Alessio Stabellini, dirigente del Servizio ambiente. Dal punto di vista formale, è il ragionamento, l’azienda ha ragione, perché l’Autorizzazione integrata ambientale di una delle due vecchie centrali è ancora in essere, e la nuova Aia andrebbe a sostituirla; per la città, però, si tratterebbe di fatto di un nuovo carico emissivo.
Le osservazioni del Comune, inoltre, chiedono conto delle ricadute inquinanti in diversi scenari di funzionamento dell’impianto, e di conoscere le sinergie con gli altri impianti del polo chimico. La nuova Cef, infatti, sarebbe una “riserva” della rete nazionale Terna, pronta a colmare i cali di potenzialità derivati ad esempio da eventuali problemi ai parchi fotovoltaici, e quindi non è chiaro quanto potrebbe integrarsi con la rete energetica del petrolchimico.
la partita
Queste osservazioni sono state presentate all’inizio di giugno alla Conferenza dei servizi per la modifica dell’Aia, di competenza dell’Agenzia regionale per l’ambiente, a loro volta confluite nella procedura ministeriale di Via, assieme a quella della stessa Arpae e dell’Asl. Ora si attendono le risposte dell’azienda, in teoria già ad agosto, per completare la procedura e rilasciare o meno l’autorizzazione. La partita è insomma ancora tutta da giocare. —
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