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Il Parco rischia lo spezzatino La Regione prova a mediare

stefano ciervo
Il Parco rischia lo spezzatino La Regione prova a mediare

De Pascale (Ravenna) dopo il blitz ferrarese pro-Marchi: meglio l’autonomia L’assessore regionale Lori pronta a convocare i sindaci che governano l’ente

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L’ultima possibilità di evitare il naufragio del Parco del Delta è la mediazione della Regione, che risulta ci stia lavorando con l’assessore Barbara Lori. Dovesse fallire nel rimettere assieme i cocci dello scontro tra Ferrara e Ravenna per presidenza e investimenti, il rischio concreto è di veder trasformato il progetto ambizioso di area di tutela addirittura interregionale se non nazionale, in due parchi provinciali, uno per territorio. Questo minacciano ormai apertamente i ravennati dopo la prova di forza del fronte ferrarese, maggioritario ma politicamente esposto al fuoco amico dem, che ha nominato in Comitato esecutivo l’ex sindaco di Ostellato, Andrea Marchi, con l’intento di farne il nuovo presidente al posto del comacchiese Marco Fabbri.

l’ira di ravenna

Il Comune di Ravenna è il secondo socio del Parco regionale per peso di quote, il 30%, dopo Comacchio, e l’unico capoluogo di provincia. Eppure, sottolinea il sindaco Michele De Pascale, né il presidente della Comunità del Parco, Michele Padovani, né il reggente Diego Viviani hanno risposto formalmente alla lettera con la quale si chiedeva un rinvio della nomina di Marchi, «non dicevamo di mesi (il timore ferrarese era perdere la maggioranza dopo le elezioni di Comacchio, ndr), ci bastava un rinvio di un paio di settimane per poter discutere delle richieste del territorio. Volevamo noi la presidenza? Il tema della governance c’è ma non è l’unico, da tempo - prende fiato De Pascale - le aree ravennati lamentano mancanza di attenzione e di investimenti, tutti concentrati sul Ferrarese. Abbiamo aspettato perché c’era il tema del Parco interregionale con il Veneto, del quale da tempo non si parla più; poi sono arrivate le elezioni regionali con la candidatura di Fabbri, e infine il Covid. Ora che si poteva aprire un confronto, ecco la decisione dei ferraresi che considero un atto di arroganza senza precedenti nella storia del Parco».

Le conseguenze non si sono fatte attendere. I due rappresentanti ravennati tra i cinque dell’Esecutivo si sono dimessi, mettendo sabbia nel meccanismo dell’elezione del presidente, e De Pascale minaccia ora apertamente la scissione: «Ho sempre sostenuto che dividersi non è una soluzione, ma non vorremmo essere costretti. L’autonomia del parco ravennate non è la nostra prima scelta, però non vale la pena di stare assieme per litigare. Questo ho detto all’assessore Lori che sta esplorando le possibilità di mediazione».

sviluppi

La convocazione a tutti i sindaci coinvolti (Comacchio, Argenta, Goro, Mesola, Codigoro e Ostellato nel Ferrarese) dovrebbe arrivare a giorni, nel frattempo l’elezione di Marchi è congelata. «Non abbiamo risposto a Ravenna? La mail ci è arrivata alle 11.30 del giorno della convocazione del Ce - risponde Padovani - Avevamo anticipato le nostre intenzioni ai romagnoli». —

stefano ciervo

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