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l’assemblea di biilancio 

Le sfide Cidas: scuole e assistenza domiciliare

s.c.
Le sfide Cidas: scuole e assistenza domiciliare

Il presidente Bertarelli: il 2020 anno di resistenza, tornare al 100% di attività Si spinge anche sulla ricerca badanti per i privati, complicata dal coronavirus

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Il 2020 per Cidas è «un anno di resistenza, come per tante imprese, ma noi siamo molto solidi e siamo in prima linea in settori strategici». Il presidente riconfermato Daniele Bertarelli, l’indomani dell’assemblea di bilancio del colosso dei servizi socio-sanitari (oltre 500 partecipanti online tra poco più di 1.000 soci aventi diritto), delinea le prospettive di breve e medio periodo, ancora condizionate pesantemente dalla convivenza con la pandemia. Oltre all’assistenza domiciliare e ai servizi psichiatrici, si prevede in particolare il comparto dei servizi educativi fino a 6 anni, per i quali l’interlocuzione con gli enti locali diventa fondamentale.

perimetro e contatti

Il perimetro di attività della coop, 56 milioni di euro di fatturato 2019, ricade per oltre il 90% nelle attività essenziali anche in pieno lockdown (assistenza anziani e disabili, in maniera particolare), e quindi ha risentito in maniera meno pesante di altre imprese del colpo coronavirus. «Vogliamo ora riprendere al 100% con le nostre attività, compreso dunque i servizi collegati alle scuole - fa presente Bertarelli, ancora affiancato dal vice Cristiano Capisani - Con Regione e Comuni, in particolare quello di Ferrara, è aperta l’interlocuzione sui temi appunto della ripresa scolastica, oltre che delle forniture di dispositivi straordinari di protezione individuale». Con i nuovi vertici di Asl e Sant’Anna, invece l’interlocuzione andrà avviata nelle prossime settimane.

La coop ha avviato anche collaborazioni internazionali, come quella che ha portato un consulente in Niger con l’Unhcr per elaborare nuove forme di sostegno ai rifugiati provenienti dalla Libia e lo sviluppo con partner europei del progetto Minosa Labyrinth, per far conoscere i processi migratori attraverso il gioco.

attività e progetti

Il perimetro territoriale caratteristico, al di là dei progetti in altro otto Paesi, restano Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Friuli, ed in particolare 11 province dove in un anno sono state seguite 495mila persone attraverso i vari servizi. Nell’assistenza anziani è stata ultimata la costruzione del nuovo polo socio sanitario di Porto Tolle, che ospita la medicina di gruppo e dove aprirà il centro servizi anziani gestito da Cidas, con 48 persone come ospiti. Non è invece prevista l’assunzione di gestioni di altre case protette in provincia di Ferrara. Sono state implementate attività di assistenza domiciliare, in grande espansione, e la proposta ai privati per la ricerca di badanti e baby sitter, complicata dal Covid.

Nel settore educativo sono già partite le nuove gestioni dei servizi per l’infanzia del Comune di Copparo per la fascia di età 0-6 anni, e del progetto Cantieri comuni per il contrasto alla povertà educativa nei territori di Ferrara e Bologna, assieme alla Fondazione Con i bambini. Il settore dei trasporti sanitari con ambulanza e pedonali è presente nelle province di Ferrara, Trieste, Parma, Piacenza e Bergamo. L’impegno per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate comprende ora cura del verde, gestione canili, affissione e riscossione tributi, pulizie, manutenzioni e portierato.

L’occupazione è rimasta stabile, con 470 nuove assunzioni e 140 stabilizzazioni a tempo indeterminato. —

s.c.

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