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Fabbri: «Celanese scorretta verso di noi» Chiesto l’intervento di Bonaccini

Marcello Pulidori
Fabbri: «Celanese scorretta verso di noi» Chiesto l’intervento di Bonaccini

Il sindaco si oppone alla chiusura dello stabilimento di via Marconi e coinvolge nella vertenza il governatore della regione

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Si era già detto che la crisi Celanese e le sue ripercussioni a Ferrara sarebbero state la prima vera “grana” della sua Giunta. Ieri il sindaco Alan Fabbri al termine dell’incontro con i sindacati non è stato leggero nel commentare le ultime decisioni della multinazionale di Dallas. Il primo cittadino non vuole neppure sentir parlare di smantellare il sito produttivo di via Marconi, dove tra l’altro si rifiniscono plastiche usate per allestire interni in auto di lusso, vedi la Jaguar. Un sito produttivo che dà lavoro a 68 dipendenti il cui posto a Ferrara nel 2021 sarà cancellato come annunciato dal gruppo. «Il Comune di Ferrara – ha detto Fabbri – è contrario allo spostamento in altra sede (Forlì, ndr) dell’azienda e faremo di tutto perché questa importante realtà imprenditoriale del settore chimico rimanga operativa nel nostro territorio. Rimarco il fatto – dice ancora il sindaco non lesinando critiche al gruppo americano – che i responsabili dell’azienda non ci abbiano ancora contattati e questo comportamento è poco corretto dal punto di vista istituzionale e dei reciproci rapporti».



Fabbri ha incontrato i sindacati assieme agli assessori Angela Travagli (lavoro, attività produttive) e Matteo Fornasini (commercio) e ha promesso che si attiverà «al più presto un tavolo di verifica e confronto con i sindacati e il mondo produttivo ferrarese per elaborare le strategie più efficaci per uscire da questa situazione». Il sindaco Fabbri, ancora, ha annunciato che nei prossimi giorni contatterà i vertici dell’azienda per organizzare un incontro insieme al governatore della Regione, Stefano Bonaccini, agli assessori regionali Paolo Calvano e Vincenzo Colla e a «tutti gli interlocutori che possono fare sinergia per ottenere un risultato utile. Mi rendo conto – ha concluso Fabbri – che non sarà un percorso facile, ma faremo tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo». Sarà interessante, su questo versante, capire se la forza contrattuale dei partiti e della politica italiana sarà tale da far cambiare idea ai vertici della multinazionale.



Sul fronte delle trattative, i vertici del gruppo statunitense hanno aperto, seppur informalmente, alla possibilità di introdurre forme di incentivo economico per quei lavoratori che accetteranno di essere trasferiti nello stabilimento di Forlì. Opzione, quest’ultima, che i sindacati al momento non prendono in considerazione perché ciò equivarrebbe a una tacita accettazione della chiusura di via Marconi. Tutto comunque dovrà compiersi nel 2021, visti i decreti post lockdown del Governo che vietano dismissioni e licenziamenti nel 2020.

Infine, la Rsu Celanese e Cgil Cisl e Uil hanno fissato per il 4 agosto un incontro a Bologna alla presenza delle segreterie regionali e dei sindacati di Ferrara e Forlì.

Sarà allora che la crisi Celanese a Ferrara vivrà i suoi giorni più caldi. —



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