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I sindacati: «Un gruppo forte che genera utili»

M. Puli.

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Per i sindacati, il Gruppo Celanese è assolutamente in salute dal punto di vista economico. E questo conferma quanto anticipato dai rappresentanti dei lavoratori, e cioè che la volontà di chiudere lo stabilimento di via Marconi sia dettata esclusivamente da logiche di speculazione che finiscono per «ripercuotersi soltanto sui lavoratori».

«La gestione del gruppo Softer degli impianti ferraresi – scrivono i sindacati – aveva portato il nostro sito a notevoli livelli di efficienza produttiva e capacità di generare importanti risultanti economici. La crisi aziendale che si è determinata nel 2020 non è frutto solo della pandemia, ma era già stata avviata dalle inopportune scelte commerciali decise dalla casa madre che hanno portato alla perdita di importanti quote di mercato. Tra l’altro – dicono ancora i sindacati – il gruppo nel suo complesso continua a generare utili e risultati per gli azionisti». Ciò è ancora più grave – concludono Cgil Cisl e Uil – «perché Celanese si è sempre fatto vanto di essere sensibile rispetto alla responsabilità sociale delle proprie politiche d’impresa». Sulla stessa lunghezza d’onda il direttivo della Cgil che si è riunito sulla complessa crisi: «Celanese rappresenta un gruppo industriale diffuso nel mondo che ha chiuso gli ultimi bilanci con un utile di 1 miliardo e 200 milioni nel 2018, e di 850 milioni nel 2019. Siamo quindi di fronte – dice la Cgil Ferrara – ad una realtà societaria dotata delle risorse per rilanciare il sito di Ferrara e riportarlo a costituire un patrimonio per il territorio». —





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