In cella con figlia piccola dopo l’arresto per droga Libera la donna del boss
la convalida
È rimasta in una cella della sezione femminile nel carcere della Dozza tre giorni con la figlia piccola di 4 anni, accusato di detenzione e spaccio di droga, assieme agli altri tre nigeriani arrestati dai carabinieri lunedì scorso. Lei la moglie del boss, di Odianose Lucky detto Ubeba – capo degli Arubaga, clan di nigeriani dediti al traffico di cocaina ed eroina – da ieri pomeriggio è libera, ma non perché non sia coinvolta, ma non vi erano più esigenze cautelari per lei e soprattutto la figlia piccola il cui padre, Ubeba, è in carcere invece per il tentato omicidio dell’agguato di via Morata. Il gip Carlo Negri ha deciso così ieri pomeriggio, confermando però il carcere per i tre uomini arrestati nel blitz dei carabinieri in un appartamento di via Bologna dove sono stati trovati 80 dosi di cocaina già pronte e 8. 000 euro in contanti. Qui in città, nella zona che ormai fa parte della nuova mappa dello spaccio di droga in città. A dire il vero, uno dei tre, che ha parlato, l’avrebbe scagionata in parte, nel senso che la donna sapeva che nell’appartamento si trafficava droga, ma il suo era un ruolo marginale anche se una parte della droga è stata trovata nel frigorifero a sua disposizione e un parte dei soldi (8. 000 euro in contanti) erano suoi. La donna interrogata in videoconferenza dal giudice ha dato spiegazioni al suo ruolo, ma il giudice ha deciso per la sua liberazione soprattutto alla luce della presenza di quella bimba in carcere con lei e perché ovviamente non vi erano esigenze cautelari. Altri due nigeriani arrestati con lei si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il fratello di Ubeba e il pusher arrestato in bici, loro con il terzo complice restano in cella. –
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