Celanese trasloca e il sindaco di Forlì applaude È polemica
Non conoscono sosta le prese di posizione dopo l’annuncio del Gruppo Celanese di voler chiudere nel 2021 il sito produttivo di viale Marconi. Ieri a chiedere che sia la Regione a farsi carico della intera vertenza è stato il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini: «È arrivato il momento – ha scritto Bergamini – di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per consentire al sito ferrarese della Celanese di proseguire la produzione. Ci sono 67 dipendenti e altrettante famiglie che attendono una soluzione, con il fiato sospeso. Occorre – ha concluso Bergamini – che la Regione prenda in mano la situazione aprendo un tavolo specifico, allo scopo di scongiurare la chiusura dello stabilimento».
Intanto ieri è stato anche il giorno della polemica, o meglio dell’attacco della Cgil regionale nei confronti del sindaco di Forlì, e in particolare della nota firmata dal Comune romagnolo. Frasi compiaciute nei confronti della multinazionale per le intenzioni, appunto, di spostare la produzione ferrarese creando là un polo della plastica. Parole che non sono piaciute alla Cgil. La quale, molto preoccupata per la chiusura del sito di Ferrara Marconi, assiste «con sconcerto» alle dichiarazioni del sindaco di Forlì. Celanese è una multinazionale della plastica, ha più stabilimenti in Europa e tre in Emilia-Romagna: due a Ferrara e il più grande a Forlì. «Non è un’azienda in crisi – risponde Maritria Coi, segretaria della Filctem-Cgil dell’Emilia-Romagna – ma produce importanti utili e risultati per i suoi azionisti. Non è nuova a scelte di questo genere, abbiamo già assistito allo stesso percorso a Mantova: semplicemente, nella mera logica del profitto, e con il solo scopo di aumentare i dividendi, decide e procede a chiusure e spostamenti della produzione. Nessuno deve sentirsi tranquillo di fronte alle sole promesse e alle ristrutturazioni – dice la Coi – Il sindacato ha chiesto di vedere il piano industriale, non si accontenta di dichiarazioni in videoconferenza mentre si annuncia la chiusura di uno stabilimento, e non manda giù di vedere il sindaco di Forlì a cui evidentemente basta poco per sentirsi baciato dalla fortuna perché da Ferrara l’azienda trasloca nella sua città». La ricetta perché Celanese funzioni è tutt’altra, per la Filctem: sta nella «integrazione e complementarietà dei siti di Ferrara e Forlì», nella «cura ed attenzione verso i clienti con cui è stato costruito un rapporto solido e di espansione che ha generato la fortuna economica degli stabilimenti sui due territori. Questa logica dell’integrazione, che con determinazione perseguiremo, è la strada da percorrere». Per la Celanese, però, serve anche una «più attenta politica commerciale e industriale, per rilanciare in maniera strutturale l’azienda», dice ancora la Filctem. «Giova ricordare – conclude la Coi – la dimensione etica e responsabile che un grande gruppo come Celanese deve sempre garantire nelle proprie strategie industriali, in particolar modo in una fase delicata come quella in corso, e noi questo da Celanese ci aspettiamo». —
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