La Nuova Ferrara

Ferrara

Con vista sulle urne di Comacchio e di Bondeno

SEGUE DALLA PRIM

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Un passo indietro per partecipare a quell’esperienza senza connotarla politicamente – sarebbe penalizzante.

Un passo indietro c’è stato anche tra i civici, inatteso e determinante: la decisione del vicesindaco Denis Fantinuoli, primo cittadino ad interim e candidato in pectore, di interrompere l’esperienza amministrativa. Il suo percorso di avvicinamento alla sfida elettorale era stato misurato sulla prospettiva che la reggenza post Fabbri arrivasse al 2021. Non c’erano i tempi tecnici per una chiamata alle urne in primavera, ma con la pandemia non ci sono state neppure le condizioni. La data del voto amministrativo 2020 è slittata al 20 e 21 settembre, finestra utile anche per Comacchio. Fantinuoli, preso in contropiede e sotto pressione, ha rinunciato. La coalizione candida il capogruppo di maggioranza Alberto Righetti.

Nel 2017 i civici vinsero al primo turno, doppiando il centrodestra unito nel nome di Maura Tomasi, con la coalizione Dem all’11% e la sinistra radicale al 6%. A distanza di tre anni, Tomasi è deputata, eletta nel collegio uninominale, e alle Regionali di gennaio la Lega ha raccolto il 57% dei voti e il centrodestra complessivamente il 69%... le Comunali sono un’altra cosa, ma l’orientamento politico è chiaro. Fortissimo. Il blocco a guida leghista (i partiti della coalizione ed un paio di liste d’appoggio), alfiere l’ex assessore Pierluigi Negri, deve fare i conti con i malumori in Fratelli d’Italia che hanno prodotto la fuoriuscita di alcuni esponenti e con i tentennamenti di quel po’ che resta di Forza Italia, ma pare ben saldo. Ha il favore del vento e dei pronostici, è nella posizione dorata e scomoda di essere obbligato a vincere.

Attorno probabilmente un altro paio di candidature a sindaco, almeno. Ci proverà la sinistra (Rifondazione, Sinistra Italiana, Città futura) con l’appoggio di un rivolo movimentista; ci sta pensando un ulteriore raggruppamento civico.

Il tempo delle scelte per Comacchio sono i giorni in cui si consuma lo strappo al Parco del Delta, con gli amministratori del Pd di Ravenna che annunciano l’Aventino per la fuga in avanti dei colleghi ferraresi sulla designazione del nuovo presidente e il rischio concreto che l’ente che sarebbe dovuto essere interregionale (e negli auspici di caratura nazionale) si riduca a istituzione locale di piccolo cabotaggio. Storie che hanno lo stesso incipit, le dimissioni di Marco Fabbri, e che necessariamente si intrecciano per il peso che Comacchio ha nell’ente.

In autunno si voterà anche per la Provincia, amministrazione di secondo livello su cui si esprimeranno sindaci e consiglieri comunali del territorio, ciascuno per il peso della propria carica. L’elezione a presidente di Riccardo Bizzarri, primo cittadino a Masi Torello su cui convergeranno i voti di centrodestra, non sembra in discussione. La misura molto dipenderà dalle urne di Comacchio e Bondeno.

Buona domenica. —



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