Parco Massari, scatta l’indagine Tomografia su cinque alberi
Dopo i crolli avvenuti a luglio da domani parte l’analisi sulle piante più a rischio Diagnosi su due cedri del Libano e su tre querce per capire come intervenire
Da domani scatta l’indagine scientifica per capire il grado di fragilità delle piante più voluminose, ma a forte rischio di tenuta, al Parco Massari. Dopo il doppio crollo che si è verificato a distanza di due giorni il mese scorso, si corre ai ripari per evitare nuovi incidenti sempre a rischio in uno dei parchi più frequentati dalla città.
Tomografia sonora
I tecnici del verde pubblico hanno individuato cinque piante da analizzare per capire il grado di ammaloramento ed intervenire per evitare crolli improvvisi. In particolare verrà eseguita una tomografia sonora sui due cedri del Libano che si trovano all’ingresso del parco su corso Porta Mare, uno dei quali ha subito il distacco di un grosso ramo. Si tratta di alberi piantati addirittura nell’Ottocento e che negli anni, anche recenti, hanno subito altri crolli di rami per cui si tratta di osservati speciali. Oltre agli storici cedri al centro dell’area verde cittadina ci sono tre querce particolarmente vetuste per cui sono state inserite nel programma di monitoraggio per affrontare questa emergenza, per tutelare la sicurezza all’interno del parco. L’analisi che verrà effettuata su queste piante servirà per stabilire il grado di deterioramento dell’albero in modo da fornire indicazioni utili su come intervenire per evitare crolli improvvisi e rovinosi.
opErazione da 15mila euro
Queste prime operazioni di indagine sulle condizione degli alberi di Parco Massari comporteranno costi per 15mila euro. Oltre alla tomografia sonora in programma domani e mercoledì ci sarà anche l’indagine sulle piante con i droni, che scatterà a settembre. —
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