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il caso di positività 

Regione e badanti: alla quarantena provvedano le famiglie

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Dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono meno di dieci le badanti che hanno utilizzato il Covid hotel del Ferrarese, l’Astra, per la quarantena fiduciaria. Si tratta di persone rientrate dall’estero che sono state inserite nei monitoraggi dell’Asl, come le tre colleghe della badante ucraina trovata positiva al Sant’Anna e ricoverata subito dopo l’arrivo in pullman dal proprio paese. Di norma chi denuncia la sua condizione di soggiornante nei paesi extra Ue deve gestire autonomamente la ricerca di un luogo adatto per trascorrere la quarantena obbligatoria, come ha confermato anche ieri la Regione. Di qui la proposta di Roberto Marchetti (Nadiya) di mettere a disposizione qualche appartamento, magari in sinergia con l’Asp o le stesse amministrazioni pubbliche. È chiaro infatti che non può essere la casa dell’anziano dalla quale andrà a lavorare il luogo giusto. «Se continueremo a non avere risposte dall’amministrazione - continua Marchetti - cercheremo di muoverci in autonomia, contattando le tante agenzie sorte in questi anni sul territorio per gestire assieme questa emergenza».

Quanto a test preventivi per questa categoria di lavoratrici, di sicuro ad alto rischio per la popolazione anziana, dalla Regione non filtrano segnali di mosse imminenti in questo senso. Le famiglie dovranno quindi decidere se sobbarcarsi il costo e la procedura per i tamponi privati (vi sono laboratori in città che li offrono a 130 euro), anche se spuntano le prime formule “tutto compreso” da parte delle agenzie. Family Care, realtà lombarda con una sede anche a Bologna, ieri ha comunicato di «assorbire totalmente il costo» e la procedura degli screening ai quali le badanti vorranno sottoporsi. —

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