Alimentare, rinnovato il contratto Ma undici associazioni non firmano
Per il settore alimentare via libera al rinnovo del contratto nazionale che in Emilia-Romagna riguarda 50mila, ma per il dietrofront di 11 associazioni non verrà applicato a tutti. Dal 24 agosto i sindacati hanno promosso una mobilitazione in tutte le aziende dell’Emilia-Romagna. Dopo nove mesi di trattative e due giorni di negoziato no-stop, nella notte del 31 luglio «è stato siglato il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare 2019-2023 tra Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Unionfood, Ancit e AssoBirra. Un contratto importante – dice la nota di Cgil Cisl e Uil – che a Ferrara interessa oltre 1.500 lavoratori». «È stato fatto il possibile – dicono ancora i tre sindacati – in questi nove mesi per tenere unite le controparti, ma le divisioni dentro Federalimentare non si sono ricomposte. Le altre undici associazioni, che rappresentano vari settori, hanno abbandonato il tavolo poco prima della conclusione della trattativa, perché contrarie all’incremento aggiuntivo della retribuzione (incluso poi nel contratto sottoscritto) di 13 euro a carico delle aziende (dall’aprile 2023). Una scelta incomprensibile poiché erano già stati concordati, anche con loro, i miglioramenti normativi e l’incremento del Tem (Trattamento Economico Minimo)». —
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