Capitale della cultura «Candidati nel 2024» Il Pd va all’attacco
Ferrara Capitale Italiana della Cultura? Arrivederci al 2024. Ormai la candidatura della città al 2022 è sfumata e diventa terreno di scontro tra Pd e Comune. Il Partito Democratico ricorda l’annuncio di febbraio in pompa magna del sindaco Alan Fabbri in cui annunciava l’avvio dei lavori per la nascita di un Comitato promotore per Ferrara Capitale rimasto lettera morta: «prima e unica proposta della sua giunta». Per una «candidatura (come di tante altre cose) - graffia il Pd - di cui si sono perse le tracce, ma solo fino a ieri quando nella lista delle 28 pretendenti non c’era Ferrara». Replica a stretto giro di comunicato stampa il sindaco Fabbri che smorza spiegando «abbiamo volutamente scelto di concentrare energie, risorse e progettualità su una candidatura che facesse emergere le maggiori chance di vittoria». Non a caso la Capitale sarà Parma al 2021, e per il 2022 candidare Ferrara - spiega il sindaco - «sarebbe come sacrificare opportunità per la città visto che risulta altamente improbabile la vittoria di due città emiliane in due anni consecutivi». Nel 2023, designazione già decisa dal Mibact a Bergamo e Brescia – duramente colpite dal Covid-19 – e allora «per Ferrara la prima finestra utile si pone nel 2024: un’opportunità che intendiamo cogliere mettendo in campo investimenti, le migliori idee e i migliori progetti» taglia corto Fabbri. Ma il Pd, obietta e rilancia sul fatto che non «sia stato comunicato nulla a città e operatori del commercio, cultura e turismo, che perdono così le occasioni di rilancio nel dopo Covid». —
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