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Emergenza coronavirus a Ferrara

La Regione fissa un altro paletto Badanti, tampone al rientro in Italia

La Regione fissa un altro paletto Badanti, tampone al rientro in Italia

Se devono essere isolate in albergo a pagare è il datore di lavoro. In provincia quattro nuovi contagi

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Le badanti, al loro rientro in Italia, dovranno sottoporsi al tampone. Per risolvere il potenziale problema, sollevato nei giorni scorsi dalla Nuova Ferrara, la Regione ha deciso di regolamentare questo canale di accesso proprio dopo il caso ferrarese che ha visto entrare in quarantena una care-giver proveniente dall’Ucraina (positiva al tempone) e in isolamento domiciliare due sue colleghe.

Secondo stime dell’Emilia Romagna, in regione operano circa 61mila assistenti familiari, che «svolgono un lavoro delicato e di grande impatto sociale, perché avviene direttamente a contatto con gli anziani». Questa misura rappresenta «un passo necessario – spiegano dall’assessorato regionale alle Politiche per la Salute – ed è dettato anche dalla consapevolezza che la percentuale dei positivi negli ultimi 30 giorni relativa ai rientri dall’estero è pari a circa l’11%. Tra queste persone ci sono naturalmente anche le assistenti familiari».

Il piano messo a punto dalla Regione prevede che le badanti debbano dichiarare alle aziende sanitarie di riferimento il loro ingresso in Italia.

Fatta questa comunicazione, all’arrivo nel nostro Paese – sia negli aeroporti che nelle autostazioni – scatta il tampone naso-faringeo, che sarà praticato da personale sanitario.

Se l’arrivo in Italia avverrà con modalità diverse da queste, sarà cura della stessa assistente familiare o della famiglia presso cui presta servizio, comunicare all’Asl l’arrivo e le relative modalità.

«Se il tampone risulta positivo - precisa la Regione - scatta l’isolamento nelle strutture alberghiere messe a disposizione dalle aziende sanitarie locali o il ricovero ospedaliero, sulla base delle condizioni cliniche della persona. Se il tampone sarà negativo, rimane l’obbligo di isolamento domiciliare per 14 giorni, ma con un rigoroso protocollo di sicurezza da verificare con controlli a campione». È previsto un secondo tampone di verifica che sarà effettuato dopo 7-10 giorni. Il costo dell’eventuale soggiorno in albergo (in mancanza di una destinazione isolata alternativa per chi deve restare in quarantena) sarà «a carico del datore di lavoro».

I bollettini

Il dato raccolto in provincia e diffuso ieri indica nessun decesso e 4 nuovi pazienti risultati positivi al virus (2 a Ferrara, 1 a Masi Torello, 1 fuori provincia) e 1 ricovero all’ospedale di Cona in un reparto per Covid positivi (un paziente proveniente da fuori provincia). Nessun posto letto risulta occupato all’ospedale del Delta.

Il numero delle persone attualmente positive in provincia sale a 78, 18 le persone entrate in isolamento domiciliare, 6 in sorveglianza telefonica, 19 quelle uscite dall’isolamento domiciliare o dalla sorveglianza telefonica.

In Emilia Romagna ieri sono stati individuati 47 positivi rispetto martedì (34 asintomatici) e nessun decesso. —

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