Nozze in calo nell’anno più duro Senza gioielli fili dorati e anelli 3D
Solo venti matrimoni a Palazzo municipale in periodo di lockdown Con i negozi chiusi gli sposi hanno dovuto far lavorare la fantasia
la storia
Anche se in fondo la celebrazione dei matrimoni civili non si è mai interrotta, oggi si registra una notevole ripresa. Con molte curiosità create dal Covid. «Anche durante la quarantena – ricorda Laura Tonioli capo ufficio Matrimoni del Comune – per i motivi più diversi abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze delle coppie che si volevano o dovevano sposare. Le ragioni potevano essere sanitarie o legali o il desiderio di non rinunciare alla data stabilita, sta di fatto che evitando la Sala Arazzi o l’Imbarcadero chiusi per il corona virus, abbiamo offerto questi nostri uffici di Fausto Beretta 19, certamente meno rappresentativi, per la cerimonia che molto spesso ho officiato io stessa».
I dati relativi al 2020 riportano infatti che da gennaio a luglio ci sono stati 64 matrimoni civili di cui 20 durante i mesi di chiusura; e sempre nello stesso periodo 5 sono stati celebrati su delega ovvero con gli sposi provenienti da altri Comuni; 15 infine quelli religiosi. Se confrontiamo con il 2019 appare evidente il calo; infatti nello stesso periodo i matrimoni civili furono 149, quelli con delega 30 e quelli religiosi 94.
Pur tra le difficoltà che complicano le cose in un momento così importante per la vita di quelle venti coppie, svoltosi in un ufficio del Comune, oltre tutto rinunciando alla presenza dei parenti, degli amici, del fotografo e perfino delle tradizionali fedi, ci sono stati comunque episodi simpatici. «Le gioiellerie erano chiuse - racconta sempre Tonioli - così come altri negozi dove acquistare una fede sostitutiva ed ecco la fantasia scatenarsi; alcuni sono arrivati con quel filo dorato che decora gli alberi di Natale oppure i più tecnologici hanno stampato l’anello in 3D; anche gli abiti non erano quelli della festa, però le spose quasi sempre non hanno voluto rinunciare ad un mazzolino di fiori magari utilizzando le piante del proprio giardino e di qualche vicino. Adesso abbiamo ripreso e siamo finalmente in grado di offrire l’elegante cornice della Sala Arazzi». —
margherita goberti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
