Rete Donna, primo passo le babysitter made in Bondeno
Diplomato il gruppo che ha seguito lo specifico programma di formazione Ora le “Le tate magiche” sono pronte a iniziare il percorso lavorativo
BONDENO
Le prime “baby sitter” formate e “diplomate” a Bondeno sono pronte ad accettare la sfida del mondo del lavoro. Si sono date anche un nome: “Le tate magiche”. Il loro obiettivo è altrettanto ambizioso: sostenere le esigenze delle famiglie, in maniera qualificata, con una attenta conoscenza dei bambini.
PRIMO TASSELLO
È questo il primo tassello che arriva a comporre il mosaico di “Rete Donna”. Un programma di corsi e iniziative che intende sostenere il lavoro femminile, offrendo opportunità e servizi alle famiglie, dove la donna è lavoratrice, madre e spesso anche “care-giver”.
Il progetto è stato presentato lo scorso inverno dagli assessori Francesca Aria Poltronieri (Scuola, cultura e pari opportunità) e Francesca Piacentini (Servizi sociali).
Il tutto è stato organizzato in collaborazione con Ial Emilia-Romagna di Ferrara, con un contributo ottenuto partecipando a un bando della Regione, per sostenere i percorsi necessari a formare “baby sitter”, assistenti familiari (quelle che per semplicità vengono chiamate “badanti”) e per promuovere l’imprenditoria e il lavoro femminile. Dunque, nonostante le difficoltà provocate dal lockdown, il corso per le aspiranti baby-sitter è il primo ad essere arrivato a conclusione.
IL PERCORSO
«Abbiamo accompagnato queste ragazze lungo un percorso che ha permesso loro di acquisire tutte le competenze necessarie – dice l’assessore Poltronieri – dalle esigenze dei bambini, alle nozioni sui comportamenti eticamente responsabili, senza dimenticare la relazione di cura che si instaura con il bambino e le tecniche di comunicazione».
Naturalmente, le nuove “baby-sitter” saranno preparate anche per le tecniche di primo soccorso e la prevenzione del Covid-19. «Vedo in queste persone un grande entusiasmo che ci ripaga degli investimenti sostenuti dall’amministrazione . Confidiamo nella possibilità di creare un albo territoriale dal quale le famiglie potranno contattare le persone di fiducia per il servizio richiesto». Le “Tate magiche” si preparano ad aprire, intanto, anche una pagina social. —
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