Raccolto buono e qualità ok Patate, annata da record
Operatori concordi: l’andamento del meteo ha favorito la produzione Ma gli agricoltori chiedono a gran voce di poter utilizzare fitofarmaci più efficaci
La raccolta di patate è in pieno svolgimento in Emilia Romagna, Confagricoltura Ferrara fa il punto sulla campagna 2020.
«Su un totale regionale di 5.040 ettari coltivati a patate, l’areale ferrarese ne conta circa 1.500. Ad oggi gli operatori sono concordi nell’affermare che l’andamento climatico abbia favorito una produzione di ottima qualità, con tuberi esenti da difetti e di buon calibro, condizioni che a loro volta garantiranno la buona conservabilità del prodotto».
Interviene Luigi Mazzoni, componente dell’Assemblea dei Delegati di Confagricoltura Ferrara, manager della Mazzoni group, Azienda associata a Confagricoltura Ferrara. Il Gruppo Mazzoni, in provincia di Ferrara ha destinato circa 150 ettari alla coltivazione della patata, per il mercato del fresco e del surgelato.
Raccolta costante
«Abbiamo iniziato le scavature ai primi di luglio e proseguiremo fino alla settimana di ferragosto; le operazioni procedono bene grazie a temperature ottimali che consentono una raccolta costante. Le varietà principali da noi coltivate sono Colomba, varietà precoce a pasta gialla e destinata al consumo fresco; Agata, una delle varietà maggiormente coltivate in Italia, molto ricca di amido e particolarmente utilizzata per la produzione della patata novella per la sua maturazione precoce; Clairette, una varietà che mantiene le sue ottime caratteristiche nel tempo con assenza di germogliamento, sia in campo che in conservazione e Chérie, varietà sia precoce che semiprecoce, dalla polpa soda e con tuberi dalla buccia rossa e di forma allungata. Per quanto riguarda la nostra produzione – prosegue Luigi Mazzoni – ad oggi non si riscontra una presenza significativa di elateridi (meglio conosciuti con il nome di ferretto della patata), problema che però da cinque anni a questa parte sta diventando sempre più rilevante, soprattutto nei terreni interni a medio impasto ed argillosi e dove, di conseguenza, la raccolta tende sempre di più a velocizzarsi. La causa è dovuta principalmente alla mancanza di fitofarmaci disinfestanti, in quanto da alcuni anni l’uso dei neonicotinoidi è stato vietato ed al momento non esistono insetticidi in grado di contrastare tali fitofagi. I produttori di patate, ormai da diversi anni, si trovano quindi nell’impossibilità di difendersi dalle larve di elateridi con prodotti fitosanitari validi ed efficaci; attualmente si usano in alternativa principi attivi biologici, ma che purtroppo hanno ben poca efficacia. Cosa diversa per i terreni sabbiosi, dove la nostra produzione è più concentrata e dove, fortunatamente, questo fenomeno non è attualmente presente. Non esistono varietà di patate immuni al problema, ma è chiaro che le varietà più precoci (fine giugno-inizio luglio) sono meno soggette agli attacchi rispetto alle raccolte medio tardive».
Prodotto molto richiesto
«Durante i mesi di lockdown le patate sono state fra gli alimenti maggiormente utilizzati dalle famiglie italiane, registrando un consumo quasi triplicato; l’aumento della domanda ha di fatto esaurito le scorte di prodotto con quasi un mese di anticipo rispetto al 2019. Se è ancora presto per trarre conclusioni circa le quantità di patate che si renderanno disponibili, noi operatori riteniamo che la produzione media complessiva sarà in linea con quella degli ultimi anni. In conclusione, si prospetta un’annata positiva, con una buona qualità del tubero e rese produttive medio alte». —
Andrea Tebaldi
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