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come cambia la sanità 

Al pronto soccorso di Cona medici da 480 euro per turno

Gi.Ca
Al pronto soccorso di Cona medici da 480 euro per turno

È il compenso previsto per servizi da 12 ore svolti con la libera professione Avviso di reclutamento del S. Anna per rinforzare il personale e ridurre le attese 

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Rinforzare il personale del pronto soccorso e della Medicina d’urgenza ricorrendo anche ai contratti di libera professione. E’ una delle carte a disposizione dell’Ufficio personale delle aziende sanitarie in un momento in cui, per diversi motivi, questi servizi rischiano il sovraccarico.

Anche l’ospedale Sant’Anna, che in passato ha preferito ricorrere al canale del concorso per l’assunzione di personale medico, da qualche tempo ha iniziato ad utilizzare con più frequenza questa possibilità. L’ultima volta qualche giorno fa, quando ha emesso un avviso pubblico per stilare un elenco di professionisti disponibili ad acquisire un incarico di un anno per svolgere l’attività nell’area dell’emergenza di Cona.

I medici interessati verranno selezionati in base ai titoli acquisiti e all’esito di un colloquio di lavoro, i turni da coprire hanno una durata di 6 o 12 ore, l’assistenza è estesa a tutte le condizioni di gravità clinica tranne i codici rossi.

L’attività in libera professione viene retribuita con una paga di 40 euro (lordi) l’ora: 240 euro per i turni da 6 ore e 480 euro per quelli da 12 ore.

Le motivazioni

Lo scopo della “chiamata” è organizzare le presenze mediche nei turni di pronto soccorso, come spiega la stessa azienda ospedaliera, per cercare di ridurre i tempi di attesa dei pazienti coinvolti nel percorso diagnostico, tempi che oggi più spesso che in passato si dilatano fino a lambire o superare le 20 ore. Picchi fino a qualche anno fa impensabili e che periodicamente suscitano le proteste dei pazienti, non di rado anziani, e dei loro accompagnatori.

La Regione nel 2019 ha indicato un obiettivo da conseguire a tutti gli ospedali emiliano romagnoli: chiudere l’iter di ps per il ricovero o le dimissioni entro le 6 ore (7 per i casi più gravi). Il Sant’Anna ha dichiarato nei mesi scorsi che il risultato viene garantito per circa l’80% degli accessi, una situazione certamente modificata dal lockdown e dall’applicazione delle misure assunte per la prevenzione dei contagi da Covid-19. Questi provvedimenti (percorsi separati, sanificazioni) allungano i tempi di pausa tra un accesso e l’altro incidendo in modo significativo sull’organizzazione del servizio.

La banca dati

In questo periodo, però, a pesare sono anche le ferie del personale, sostanzialmente congelate in primavera nella fase di massima o crescente pressione prodotta dalla pandemia e concentrate in estate in un periodo di relativa stasi dei contagi (al di là di qualche sporadico accenno di ripresa) per evitare che il servizio possa ritrovarsi sguarnito in autunno, quando potrebbe presentarsi una nuova ondata di casi e ricoveri.

Per l’ammissione al bando il medico deve possedere una specializzazione in Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza o titoli equipollenti. L’elenco va a costituire una sorta di riserva o banca dati cui attingere «nei momenti di necessità».

L’azienda ospedaliera non ha abbandonato, intanto, l’altra strada prevista per il reclutamento del personale e ha bandito un concorso pubblico al quale hanno risposto uno specialista e dieci specializzandi all’ultimo anno di formazione. Nei giorni scorsi sono stati nominati i componenti della commissione esaminatrice. —





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