Ferrara, Govoni attacca Unioncamere nazionale: «Ha avallato gli accorpamenti tra gli enti»
Camere di commercio: con il decreto legge del Governo ora Ferrara è più vicina alla fusione con Ravenna
Ferrara-Ravenna: torna in ballo la fusione tra le Camere di commercio dopo anni di chiacchiere, giravolte, ricorsi al Tar e liti territoriali da cortile.
«Questo matrimonio non s’ha da fare», è il mantra che ha caratterizzato quasi tutti i discorsi degli ultimi mesi e quando ormai sembrava andare in porto la salvaguardia dell’autonomia dell’ente di Largo Castello ecco l’ennesima doccia fredda, con il fondato rischio di trovarsi in autunno senza una Camera ferrarese e per di più con il possibile commissariamento di un’istituzione giudicata tra le più virtuose ed efficienti in Italia. Come nel gioco dell’Oca si è tornati alla casella di partenza leggendo il decreto legge “Agosto” varato dal Governo, dove si parla con decisione nuovamente di accorpamento delle Camere di commercio. Forte della sentenza dello scorso mese di giugno della Consulta che non ha trovato elementi di incostituzionalità nell’accorpare gli enti camerale tra più province, il Governo potrebbe far passare anche con la fiducia il decreto che contiene nell’articolo 59 la semplificazione dei procedimenti di accorpamento. La sensazione è che la sentenza della Corte Costituzionale abbia messo una pietra tombale sull’articolata vicenda. Anche gli emendamenti presentati dai parlamentari ferraresi possono venire vanificati dall’approvazione in toto del decreto.
L’amarezza del presidente
Decisamente preoccupato per la piega che sta prendendo la sorte della Camera di Commercio di Ferrara è il presidente Paolo Govoni che critica la riforma senza mezzi termini, soprattutto in questa fase delicata per l’economia dei territori.
«Ritengo la riforma delle Camere di commercio sbagliata - dichiara Govoni - ero fermamente convinto prima, a maggior ragione lo sono ora dopo averne verificato quotidianamente l’utilità al servizio delle imprese sempre ed in particolare in questa fase della pandemia, non passa giorno nel quale le imprese si rivolgono alla nostra camera di commercio trovando competenze e risposte, luogo naturale di progettualità e coesione territoriale ed istituzionale. Una riforma basata solo su criteri quantitativi senza tenere minimamente conto della qualità dei servizi erogati dall’ente e delle risposte efficaci sul sistema economico. Chi ha deciso sugli accorpamenti e ideato la riforma dimostra una scarsa conoscenza degli enti e delle loro specificità territoriali, avvallati da Unioncamere nazionale, totalmente concentrata a difendere le grandi Camere di commercio che non sono toccate da questa riforma e restano immuni dai processi di fusione. Non mi sono mai lasciato andare a nessun tipo di polemica sperando che prevalesse il buon senso. E questo decreto presentato nel mese di agosto, sull’argomento specifico, non dimostra ne lungimiranza ne buonsenso. A questo punto la situazione si complica ma pensiamo che ci sia ancora la possibilità di trovare rimedio confidando ancora nell’appoggio, mai venuto meno, delle istituzioni locali, dei nostri parlamentari e del presidente della Regione, che hanno dimostrato interesse e sensibilità sulle sorti delle Camere di commercio e della loro autonomia».
La Regione fa melina
Una soluzione che potrebbe ritardare i tempi dell’accorpamento potrebbe arrivare dalla Regione che ha capito l’importanza dell’autonomia camerale e che prudentemente da oltre un anno ha bloccato ogni processo di accorpamento con una tattica da melina che ha preservato l’autonomia delle singole Camere. In Emilia Romagna, oltre al caso rimasto in sospeso dalla riforma dell’accorpamento tra le Camere di Ferrara e Ravenna, c’è anche quello più articolato con la fusione a tre tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Se il Governo centrale spinge quindi per l’accorpamento, la Regione nell’ambito dei suoi poteri ovviamente, ha sempre usato un comportamento più a tutela delle singole camere, fiutando anche il sentire comune delle associazioni. Anche se l’ultima parola spetta al ministero dello Sviluppo economico.
Scenario accorpamento
Si torna quindi a parlare di accorpamento con Ravenna e in questo caso è bene segnalare che i romagnoli che hanno da poco eletto alla carica di presidente Guberti, puntano ad avere nei primi cinque anni di mandato al vertice un ravennate, guarda caso, tre anni fa si parlava proprio di Guberti come primo presidente della nuova Camera di commercio unificata. Ferrara dovrebbe puntare comunque a mantenere egualitario il rapporto di forza all’interno della giunta composta da 8 membri compreso il presidente, perché in termini di voti Ravenna ha una leggera supremazia derivata da un maggior numero di imprese iscritte. Tornano a galla quindi liti e polemiche che sembravano dimenticate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
