Ragazzine falsificano i documenti Volevano far festa in un locale
La security chiama i carabinieri: denunce per due minorenni e due maggiorenni che le hanno aiutate
lido spina
Quattro amiche, due minorenni, volevano entrare in un noto locale in spiaggia per fare serata, ma l’ingresso è riservato a maggiorenni. Avrebbero dovuto dividersi e invece hanno tentato il tutto per tutto. Sabato sera le due ragazze minorenni si sono presentate all’ingresso con documenti contraffatti per eludere i controlli ma l’addetto alla sicurezza ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Comacchio e anche a loro le due ragazze hanno presentato le carte d’identità palesemente contraffatte, prestate loro da due amiche maggiorenni, sulle quali avevano apposto le loro fotografie. E tutte e quattro sono state denunciate per i reati di “concorso in falsificazione di documento di identità”. I due documenti sono stati sottoposti a sequestro e le due giovani minorenni sono state affidate ai genitori, contattati e fatti giungere sul posto.
il problema
I minorenni sono diventati il terrore dei gestori dei locali. O meglio, di quei gestori che da sempre rispettano le regole e non solo non gli danno da bere ma se possono non li fanno nemmeno entrare se non arrivano almeno a sedici anni.
«Quest’anno il problema è enorme – spiega Nicola Ghedini del Kursaal e portavoce di Cna Ferrara –, facciamo i salti mortali ogni fine settimana ormai». Ghedini a inizio estate è stato il primo a denunciare l’utilizzo di documenti falsi da parte dei ragazzini «e andrò avanti finché avrò voce perché la situazione non solo va affrontata ma va risolta».
le responsabilità
Se un minorenne riesce a entrare in un locale e si ubriaca, la colpa è comunque del gestore. Il punto è che le carte di identità false la maggior parte delle volte sono perfette «così abbiamo deciso di considerate solo le patenti – va avanti Ghedini –, oppure nel dubbio restano fuori. Anche perché non sempre la gente che arriva qui da noi è del tutto sobria, bisogna stare molto attenti. E sui minori non abbiamo la minima intenzione di transigere, a costo di fare segnalazioni su segnalazioni e interpellare direttamente le famiglie».
E qui altro tasto dolente. «Io non voglio salire in cattedra, non l’ho mai fatto e non inizio adesso. Ma faccio questo mestiere da decenni ormai e devo dire che non ho mai visto tanti ragazzini di quattordici, quindici anni andare in giro fino a tarda notte come quest’anno. I genitori dovrebbero forse dare loro degli orari, farli tornare a casa ad una certa ora e guardarli anche in faccia quando rientrano perché sono troppo piccoli a quell’età». —
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