Ristorante abusivo nel cortile La Finanza si apposta e lo scopre
Un centese trasforma la passione in attività economica: piatti di pesce e trenta euro a cliente
[LUOGO][LUOGO]cento
<MC>[TESTO]Da passione a professione. Da quattro chiacchiere tra amici seduti a tavola a trenta euro a pasto. Breve e rapido il passaggio di un centese che aveva creato un ristorantino abusivo di pesce nel cortile di casa. Scoperto dopo diversi appostamenti dalla Guardia di finanza provinciale con segnalazione al Comune di Cento, all’Ausl e all’Agenzia delle entrate. Nessuna licenza in possesso, ovviamente. Né indispensabili requisiti sanitari e neppure partita Iva per pagare le tasse. Insomma, sconosciuto al fisco e senza autorizzazioni di sorta.
[SOTTOTITOLO]tutto compreso
<MC>In leggerezza e in amicizia, ecco il “sentimento” da chef trasformarsi in un’attività fai da te ma retribuita. Professionale ma non autorizzata. Accade nelle campagne della zona di Corporeno, dove il proprietario aveva realizzato un’attività di degustazione con specialità pesce. Nasce per i conoscenti, poi il successo cresce. Il passaparola è poderoso, la fama aumenta e la fame va saziata. Così nel ristorantino/bistrot si inizia a ricevere gruppi su prenotazione, la clientela si allarga. E, conseguentemente, si mangia pagando. Trenta euro all’incirca, tutto compreso.
L’imprenditore in pectore gode di un cortile ampio, mette tavolini rispettando le regole sul distanziamento sociale. L’abitazione diviene un locale dotato di tutte le strutture professionali: griglia, piano cottura, piani di appoggio, congelatori, frigoriferi, stoviglie, tegami. Insomma, tutto il necessaire per il salto di qualità. Da amatore a cuoco professionista.Il salto avviene poco prima del lockdown, la bravura del ristoratore in breve tempo fa il giro delle frazioni. Il telefono squilla, le richieste fioccano e alla riapertura post Covid è un via vai che non può passare inosservato. E per ferragosto c’era già il tutto esaurito.
<MC>appostamenti
<MC>La Finanza si apposta nei paraggi per un paio di giorni, apprende che il novello chef spende circa duemila euro per acquistare pesce. E pochi giorni fa suona il campanello di casa del centese. Entra e scopre ben ventinove avventori, normali clienti laddove avrebbe dovuto esserci un cortile privato. Non un incontro tra amici e parenti, bensì una serata in un locale improvvisato e con tanto di cena pagata. E tutti i commensali, va detto, erano consapevoli che non si stavano osservando le regole.
Inevitabile il fermo intervento della Finanza, in contrasto ai fenomeni illeciti che tutelano non soltanto gli imprenditori che operano nella legalità ma anche la salute dei cittadini. Non va creato allarmismo legato al Covid, questo no. Ma sui controlli sanitari mai scherzare.[FINETESTO] —
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