Mattarelli: annata difficile per la vendita del vino Ma si avverte la ripresa
L’imprenditore di Vigarano, associato alla Confartigianato, fa il punto «In primavera abbiamo avuto un calo di fatturato di oltre 50mila euro»
la ripresa
L’azienda vinicola di Emanuele Mattarelli a Vigarano associata a Confartigianato, nonostante il lockdown non ha mai chiuso.
«Questo non vuol dire – dice mattarelli – che gli effetti della chiusura non si siano sentiti». Certo, il mercato «ha subito una pesante battuta d’arresto che ci ha prima di tutto costretti a diversificare la nostra organizzazione interna». L’unica fortuna nella sfortuna del periodo che abbiamo appena passato è che «avendo spazi a disposizione estremamente estensi, facendo già uso di Dpi per la normale produzione aziendale, non siamo stati costretti a fare grossi investimenti aggiuntivi in questi strumenti».
Calo fatturato
Per il resto però il Coronavirus si è reso responsabile di un calo del fatturato netto, tra marzo e aprile, di oltre cinquanta mila euro.
«Una parte importante del nostro business – spiega l’imprenditore – fa riferimento a tutta la filiera della ristorazione, del comparto ricettivo e dei pubblici esercizi. Essendo loro le attività più colpite dalle chiusure, di riflesso anche noi abbiamo calato molto i ricavi. Peraltro per la filiera alimentare e ricettiva il mese di aprile e la prima parte di maggio rappresentano periodi di norma particolarmente importanti e remunerativi. La cosa che invece ci ha un permesso di mantenere un po’ di respiro è stata la scelta di consegnare i nostri prodotti a domicilio». Un altro comparto che è paradossalmente tornato in voga è quello «dei piccoli commercianti e degli empori di paese». In qualche modo un momento di riscoperta delle botteghe d’un tempo. La scelta di diversificare l’offerta e di puntare sulla consegna a domicilio «è stata pagante e ci ha dato molte soddisfazioni – continua Matterelli – per questo abbiamo deciso di continuare con questo servizio». L’orgoglio di Emanuele, da imprenditore, al di là dell’aver «consolidato un bellissimo clima familiare sia in azienda sia con i nostri clienti» è quello di «non aver messo nessuno in cassa integrazione».
Segnali incoraggianti
E, ai tempi del Covid, non è cosa da poco. Ora, la ripresa. «Ci sono stati alcuni segnali incoraggiati – ammette l’imprenditore – però ancora siamo molto indietro. Chiaramente la stagione non aiuta nel senso che già fisiologicamente le presenze in città di questi tempi calano, quindi adesso a maggior ragione. In più il lavoro a distanza, ha svuotato gli uffici e i commerciali in tanti casi non si muovono più come prima. Però non ci scoraggiamo, anzi andiamo avanti». —
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