Referendum, al via la macchina per ritornare al voto a Ferrara
Il Comune ha già stanziato 32mila euro per pagare gli straordinari ai dipendenti Bassi: fino al 17 agosto continuiamo a prendere la disponibilità degli scrutatori
Sono partite anche a Ferrara le manovra per l’allestimento della macchina elettorale in vista del referendum in programma nelle due date del 20 e 21 settembre dove i votanti dovranno decidere sul taglio dei numero dei parlamentari. Un referendum che era in programma la scorsa primavera, il 29 marzo, ma che ovviamente visto il pieno periodo di lockdown è stato rinviato al primo election day che si svolge proprio tra poco più di un mese. Considerando anche il periodo di Ferragosto, mancano quindi poco per predisporre tutta la macchina organizzativa in vista dell’imminente scadenza elettorale.
Il Comune ha già predisposto un impegno di spesa per pagare gli straordinari ai dipendenti in servizio per la tornata referendaria di settembre. La cifra messa a disposizione del Comune è di 32.000 euro così ripartita: 25.720 euro per straordinari, 4.627 euro per oneri su straordinari, 1.653 per Irap su straordinari.
Letizia Bassi, capo ufficio elettorale del Comune di Ferrara, fa il punto della situazione organizzativa per predisporre al meglio l’organizzazione in vista dell’apertura dei seggi.
«Fino al 17 agosto - dice - continuiamo a prendere le disponibilità degli scrutatori. È altissima nonostante la difficoltà del momento, e il fatto che pur per lo stesso compenso gli addetti ai seggi in questa occasione sono impegnati in due giornate anziché una soltanto come negli ultimi anni».
Il compenso, che è esentasse, è di 130 euro per i presidenti di seggio e di 104 euro per gli scrutatori .
«Abbiamo coperto - prosegue Bassi - senza difficoltà la disponibilità dei presidenti con la nomina ufficiale a cura della Corte d’Appello, prevista per fine agosto. Rimarranno gli stessi seggi negli stessi luoghi: 160, e verranno predisposte tutte le procedure sanitarie per poter votare in sicurezza e rispettando le normative sanitarie. Sanificazione dei luoghi e i votanti dovranno detergersi le mani all’ingresso dell’edificio e all’ingresso del seggio, indossando ovviamente la mascherina, usando la matita ministeriale che verrà consegnata dal presidente. In questa circostanza verrà rispettata alla lettera anche la regola che la scheda dovrà essere consegnate poi al presidente di seggio e non è l’elettore che la deve imbucare nell’urna».
Raccomandazione di rito: controllare la tessera elettorale e i timbri. Se sono già 18 bisogna rinnovarla e non ridursi agli ultimi giorni per farlo. —
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