Camera di Commercio un nuovo bando per la digitalizzazione
Tra le spese rimborsabili ci sono quelle per i sistemi di sicurezza, per i dispositivi sanitari e per gestire le emergenze con un occhio al mercato
Approvato dalla Giunta della Camera di Commercio un nuovo bando per la concessione alle imprese ferraresi di contributi a fondo perduto per lo sviluppo di soluzioni digitali in risposta all’emergenza sanitaria ed economica dovuta all’epidemia da Covid-19.
Un nuovo intervento, dunque, quello dell’Ente di Largo Castello che, dal periodo di lockdown alla ripartenza, ha investito poco meno di 2 milioni di euro per mettere in atto azioni tempestive, tagliate a misura di impresa su cinque ambiti di intervento: credito, digitale, export, turismo, informazione sui provvedimenti, oltre all’affiancamento alla Prefettura per individuare le attività che potevano restare aperte. Ben 600mila euro è la cifra destinata soltanto al credito per venire incontro al grave deficit di liquidità delle imprese.
Tra le spese ammissibili previste dal bando, che aprirà i battenti dalle 10 del 8 settembre e fino alle 24 del 30 ottobre, ci sono quelle per la progettazione e la realizzazione di dispositivi, di componenti di ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro, l’innovazione dei processi di gestione dell’emergenza e lo sviluppo di piattaforme di e-commerce e di strumenti di smart working, progetti prontamente eseguibili e che dimostrino di essere potenzialmente interessanti per il mercato. Altrettanta attenzione sarà rivolta anche a progetti per lo sviluppo di modelli produttivi green driven, orientati alla qualità e alla sostenibilità tramite prodotti e servizi con minori impatti ambientali e sociali.
«La pandemia – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio, Paolo Govoni – ha colpito il sistema delle imprese su due fronti, che mettono a rischio la sopravvivenza di aziende che stanno alla base della nostra economia e che esprimono ancor oggi l’eccellenza della nostra capacità produttiva. Il primo quello della liquidità, la cui assenza sta progressivamente minando “la tenuta della cassa” delle imprese che lavorano con margini assai ridotti in considerazione della concorrenza internazionale in grado di produrre con regole e vincoli molto più labili dei nostri. Il Decreto Liquidità – ha proseguito il presidente – che avrebbe dovuto inondare le imprese di risorse garantite dallo Stato ha mancato tale obiettivo. Di liquidità alle imprese ne è arrivata pochissima e con vincoli ulteriori oltre la garanzia prestata dallo Stato. Il secondo fronte è la debolezza della nostra capacità commerciale che, non sostenuta da una adeguata politica industriale, ci rende, in questo momento, particolarmente deboli e quindi attaccabili dalla concorrenza internazionale. Serve ambizione – ha concluso Govoni – non possiamo accontentarci. Serve voglia di ripensare il nuovo, non disfattismo. Per anni abbiamo sentito parlare della necessità di uno shock positivo. In realtà questa ripartenza potrebbe fare da stimolo con un sentimento opposto, quello di uno shock negativo, dettato da una pandemia che rimette tutto in discussione e che dunque ci richiama a ricostruire un nuovo modello di territorio».
indagine della Camera di commercio Le imprese ferraresi in questa fase di emergenza stanno facendo un grande sforzo per garantire il prosieguo della propria attività anche a distanza, dove questo è possibile, attraverso l’uso dello smartworking.
Ma non tutte sono attrezzate sotto il profilo tecnologico per assicurare una connessione ai dati aziendali da remoto e un’adeguata protezione dagli attacchi informatici.
Quasi 4 aziende su 10 sono dotate di sistemi cloud. –
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