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Celanese, il 5 settembre vertice in Regione Tavolo pure in Comune

Marcello Pulidori
Celanese, il 5 settembre vertice in Regione Tavolo pure in Comune

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Si preannuncia molto intensa la ripresa settembrina per quanto riguarda la vertenza Celanese. Mentre i due stabilimenti di Ferrara, Donegani e Marconi, sono attualmente chiusi per la pausa agostana e riapriranno alla fine di agosto, ieri da Bologna è rimbalzata la notizia che il 5 settembre si terrà il vertice tra azienda, sindacati e Regione, con la probabile presenza dello stesso governatore Stefano Bonaccini. È il cosiddetto tavolo regionale chiesto dai sindacati per affrontare ai massimi livelli la decisione annunciata dal gruppo texano di chiudere il sito produttivo di via Marconi in cui lavorano 66 dipendenti.

Il sindaco Alan Fabbri annuncia ai primi di settembre l’istituzione di un tavolo in Comune sulla crisi.

Celanese, la cui plastica di alta gamma è richiesta in tutto il mondo soprattutto dalle casa automobilistiche per cruscotti e volanti, ha assicurato che i lavoratori in “uscita” da Marconi saranno in blocco assunti a Forlì, il maggiore sito produttivo dell’azienda in Italia. Ma da questo orecchio il sindacato non ci sente e continua a ribadire il suo no alla chiusura. Le ultime giornate prima della pausa estiva sono state cariche di tensione con i dipendenti di via Marconi impauriti anche da un certo atteggiamento dei vertici aziendali che hanno recapitato un provvedimento disciplinare a un lavoratore che si era lasciato andare a critiche piuttosto pesanti su Facebook, critiche all’indirizzo della proprietà statunitense. Sempre prima della pausa è sceso in campo anche il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri che si è schierato al fianco dei lavoratori. Ora, in attesa che arrivi il 5 settembre, l’augurio è che la forza contrattuale delle istituzioni, in primis della Regione, sia tale da poter cambiare gli orientamenti annunciati dalla proprietà, anche se questo appare un percorso in salita. Nel mezzo c’è l’ansia di 66 famiglie che vedono davanti a loro un futuro carico di incertezze. Da parte sua il sindacato in fronte unitario teme che la chiusura di via Marconi possa creare un effetto domino tale da danneggiare anche lo stabilimento Donegani. —





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