La Nuova Ferrara

Ferrara

«Il turista è cambiato: prima cercava le guide adesso le calamite»

Gian Pietro Zerbini
«Il turista è cambiato: prima cercava le guide adesso le calamite»

Guandalini da 36 anni ha la bancarella di souvenir in piazza Il commerciante spiega le differenze e quest’anno il calo è del 70% 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia



Lorenzo Guandalini da 36 anni è il gestore della bancarella “Ferrara Souvenir” e sicuramente in questi anni di turisti ne ha visti tanti e conosce bene i gusti e i flussi. Anche lui reduce dallo stop forzato del lockdown ha ripreso con molto fatica l’attività anche perché il turismo stenta a decollare come conferma dal suo osservatorio privilegiato in pieno centro a Ferrara.

«È un periodo questo in cui il turismo va molto a rilento e si vede ad occhio nudo - dichiara Guandalini - adesso abbiamo visitatori che arrivano un po’ dalle località del mare a noi più vicino, contrariamente agli anni scorsi quando arrivavano molti tedeschi e turisti esteri. Oltre al crollo dei turisti stranieri in città c’è da segnalare anche gli italiani che provengono dalle regioni più meridionali, sia perché hanno un mare più appetibile e anche perché abitano in regioni dove il covid è stato meno pesante in termini di vittime e contagi. Attualmente in termini di ricavi della mia attività di venditore ambulante registro rispetto allo scorso anno un calo anche del 70% nelle giornate feriale per arrivare a punte migliori ma sempre sul negativo del -50% nei week end».

«Il turista - prosegue - purtroppo non è più quello di anni fa quando c’era un interessate quasi esclusivo sulle bellezza della città, monumentali e architettoniche. Siamo passati più su un turista da trattoria che non da museo e questo lo vedo anche dalla tipologia di vendita che vanno per la maggiore. Adesso il gadget che vendiamo di più è la calamita, tanto per dire, mentre una volta erano le guide turistiche della città, in vari formati, da 5 a 13 euro vengono snobbate, ora se ne vendono molto meno».



Guandalini rivendica anche il ruolo simbolico della bancarella, che anche vendendo cartoline con le immagini della città, offre un contributo alla diffusione di Ferrara nel mondo: «soprattutto quando negli anni scorsi veniva gente a comprare da ogni parte delpianeta, anche dall’Australia».

Tra l’altro l’ambulante sottolinea l’anomalia del venerdì quando viene estromesso dal mercato di piazza Trento Trieste, venendo meno un servizio importante per l’utenza.

«Si va avanti ugualmente - continua Guandalini - stringendo i denti e ringraziando anche dei contributi ricevuti. Vorrei dare un consiglio anche all’amministrazione, da uno che ha esperienza di piazza. Bisogna prestare attenzione agli spazi per poter usufruire al massimo del centro storico, mentre quando ci sono eventi non è così e si polarizzano manifestazioni a danno del commercio stesso».

Guandalini spiega anche il motivo per cui chiude la bancarella prima delle ore 18.

«Molti infatti mi chiedono di questo orario di chiusura - dice - la risposta è semplice, in tanti anni che studio i flusso e le presenze vi posso assicurare che anche d’estate quando sono le 17.30 i turisti in giro se ne vedono davvero pochi perché fanno ritorno a casa o vanno in albergo, il turista gira al mattino o nel primo pomeriggio. Dalle 18 c’è molta più gente in piazza, è vero, ma sono nella stragrande maggioranza ferraresi che non hanno bisogno della calamita, della cartolina o di souvenir di Ferrara». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google