Asl, Ricciardelli nel Veneto Calamai: «Ora il bando per un nuovo direttore»
Il punto
Un fulmine a ciel sereno, piombato negli uffici di via Cassoli nel pieno dell’afa agostana. La partenza di Adelina Ricciardelli, direttore dei pronto soccorso dell’Asl e medico esperto nell’organizzazione dei servizi di emergenza sanitaria, per l’abbinata Rovigo-Adria, dove andrà a dirigere pronto soccorso e servizi d’emergenza, si presenta come uno dei primi impegnativi banchi di prova per la nuova direzione aziendale.
«Abbiamo appreso la notizia questa settimana - risponde il neo-direttore generale, Monica Calamai - Abbiamo saputo che l’iter era partito negli ultimi mesi del mandato concluso dal mio precedessore, che, mi hanno detto, era stato messo al corrente della scelta compiuta dall’attuale direttore del servizio. Ora avvieremo una procedura con la pubblicazione del bando, per l’esito bisognerà attendere qualche mese. La dottoressa Ricciardelli comunque ci ha garantito la massima collaborazione durante la fase di selezione del nuovo direttore». La nomina nella sanità oltre Po della specialista è stata ufficializzata il 6 agosto, la comunicazione alla nuova direzione strategica dell’Asl estense è arrivata a cose già fatte. «Dopo ferragosto inizieremo a impostare l’iter», assicura Calamai che durante la pausa di Ferragosto sta programmando la ripresa piena dell’attività settembrina. Tra le questioni che attendono risposte, ma di cui già si parla nelle corsie degli ospedali, c’è la riorganizzazione dei servizi dell’azienda territoriale per aumentare la risposta sul fronte delle prestazioni e preparare il percorso propedeutico alla fusione con il Sant’Anna. Un cammino lungo che già include alcuni interventi programmati per i prossimi mesi.
Al “Mazzolani-Vandini” di Argenta, ad esempio, sarà ristrutturato il pronto soccorso (camera calda più separazione dei percorsi dei pazienti Covid) con una spesa di un milione di euro. Poi, «con un progetto che sarà condiviso con l’azienda ospedaliera, cercheremo di sfruttare al meglio le sale operatorie locali potenziando la media chirurgia», conclude Monica Calamai. —
Gi.Ca.
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