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dopo il dl agosto 

Camera di commercio a rischio La Regione scende in campo

Gian Pietro Zerbini
Camera di commercio a rischio La Regione scende in campo

Il Governo sulla Gazzetta Ufficiale detta i tempi per l’accorpamento: 60 giorni L’assessore Colla: lavoreremo per evitare forzature, convocheremo Unioncamere

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A Ferragosto è cominciato il definitivo conto alla rovescia di 60 giorni sul destino della Camera di Commercio di Ferrara. Sabato 15, con un blitz balneare, è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto “Agosto”, nel quale all’articolo 61 (era il 59 nella prima bozza rimasta poi nei contenuti inalterata), si sollecita la conclusione dell’operazione di accorpamento di quelle Camere di Commercio interessate alla riforma del 2015.



Nel caso specifico, Ferrara si deve accorpare con Ravenna e i tempi sono ancora più ristretti in quanto Ferrara deve rinnovare i propri organi scaduti nel 2019. Il tempo della melina e delle posizioni di rendita - che durava da circa tre anni, tra ricorsi al Tar e la definitiva sentenza della Consulta - è finito è adesso arriva il dunque. Tra l’altro domani (entro 5 giorni dalla pubblicazione come prevede la norma), il Senato è convocato alle ore 15 per il deposito del disegno di legge di conversione del decreto. I senatori poi la settimana successiva sono anche chiamati alla conversione del decreto legge “Semplificazioni”.

La situazione non sembra quindi avere molti margini di manovra per scongiurare una fusione dei due territorio che entrambi non desiderano. Sia la politica che il mondo economico spingono da parecchi mesi con forza per l’autonomia camerale, tra l’altra Ferrara gode di un’ottima reputazione tanto da essere considerata una delle più virtuose d’Italia.



Sia il presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Paolo Govoni, che quello di Ravenna, Giorgio Guberti, sono rimasti stupiti da questa articolo inserito nel decreto governativo che stringe i tempi per un accorpamento che a conti fatti nessuno vuole attuare.



Dal canto suo la regione Emilia Romagna è ben conscia del malumore che l’accorpamento tra Ferrara e Ravenna rischia di provocare tra i due territorio ed è pronta ad intervenire più sul piano della persuasione e del convincimento nei confronti del governo che non per effettivi strumenti giuridici, visto che la Consulta ha sentenziato che non ci sono elementi di incostituzionalità nella riforma delle Camere di commercio.

«È bene evitare conflitti territoriali - precisa l’assessore regionale Vincenzo Colla, facendo suo un comune sentore all’interno della giunta del presidente Bonaccini - queste sono cose che non vanno fatte senza il consenso del territorio. Ovviamente coinvolgeremo le istituzioni di riferimento e vedremo come gestire nei tempi e nei modi questa situazione complessa. È bene non fare cose precipitose e con fretta, ci sono ancora a mio avviso margini per gestire l’operazione pur trovandoci di fronte a un decreto già pubblicato. Alla ripresa, entro fine mese, convocheremo Unioncamere regionale per avviare la discussione e valutare il perimetro di azione. Stiamo già attraversando una fase difficile, non mi sembra questo il momento migliore per trovare ulteriori problemi con le Camere di commercio, che a mio avviso devono avere anche un riconoscimento più forte per l’importante ruolo che ricoprono sul territorio».



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