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Evade dal carcere, preso dopo 24 ore

Un detenuto in semilibertà aveva scavalcato il muro di recinzione nel pomeriggio di Ferragosto, catturato ieri all’ex distilleria

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Una fuga durata 24 ore. Si è conclusa ieri pomeriggio poco prima delle ore 18 l’evasione di un detenuto del carcere di Ferrara. La cattura è avvenuta nella zona della distilleria dismessa di via Turchi, in uno dei quei tiguri che ospitano abusivi. Si conclude così la bravata di Zacaria Baba, 31 anni, nato da Ostiglia nel Mantovano e trasferitosi con la famiglia nel Bondenese. Ha eluso la sorveglianza del carcere il giorno di Ferragosto, scavalcando il muro del cortile alto tre metri e facendo perdere le sue tracce. È un detenuto che gode del regime di semilibertà, nel senso che nei giorni feriali esce regolarmente dal carcere per andare a lavorare, nel suo caso un’azienda del Polesine, per poi fare ritorno alla sera in carcere.

La fuga

Baba il giorno di Ferragosto, essendo un festivo, non era andato al lavoro e si trovava nel cortile passaggi dove i detenuti in semilibertà possono transitare e sostare dalle 13 alle 18 per l’ora d’aria. Il detenuto ha pensato così, probabilmente approfittando di un momento di mancata sorveglianza nella zona e dell’assenza di altri detenuti, di scavalcare il muro alto poco più di tre metri ed evadere, scappando poi per le campagne di via Arginone.

Alle 18, dopo il controllo finale, è risultato che Baba era sparito. È scattato l’allarme con la segnalazione diramata a tutte le forze dell’ordine.

Le ricerche e la cattura

Nel Ferrarese e anche oltre i confini provinciali sono scattate le ricerche, anche con l’ausilio di telecamere presenti nella zona, per cercare di capire con più esattezza l’orario dell’evasione e la dinamica, o se ci siano stati dei complici che hanno favorito la fuga. Le ricerche hanno visto in prima persona il coinvolgimento della polizia penitenziaria, ma l’allarme è stato diramato a tutte le forze dell’ordine in modo da segnalare la presenza dell’evaso in caso di rintraccio. E dopo ore di indagini investigative e controllo del territorio la polizia penitenziaria e la polizia di Stato, con la Polfer sono riusciti a scovarlo. L’uomo si nascondeva in quella terra di nessuno nell’area dell’ex distilleria di via Turchi. Tra l’altro Zacaria Baba, che si trovava in carcere per reati contro il patrimonio, oltraggio e altri reati, doveva scontare la sua pena fino a dicembre e poi sarebbe stato scarcerato per tornare libero. Stupisce questa sua scelta, tra l’altro godendo del regime di semilibertà, di evadere dal carcere. In questo modo infatti con la cattura e l’arresto dopo l’evasione, perde i benefici derivati dal regime di semilibertà e rischia anche di tornare in cella per molto più tempo.

Un’evasione che ha comunque evidenziato un problema di sorveglianza all’interno della struttura carceraria ferrarese come hanno sottolineato alcuni rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria.

La denuncia del Sappe

«Sono stati richiamati i poliziotti penitenziari liberi dal sevizio- affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Campobasso, segretario nazionale - per partecipare alle ricerche dell’uomo. Riteniamo che al di là della dinamica dell’evasione e del fatto che si tratti di un detenuto che già aveva un programma che gli consentiva di godere di ampia libertà, purtroppo non meritata, visto quello che ha fatto, le carceri italiane necessitino di adeguati sistemi di sicurezza, come monitor, sistemi anti intrusione e anti scavalcamento, oltre a un adeguato incremento dell’organico». —

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