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Emergenza coronavirus a Ferrara

In coda a Ferrara per il tampone in auto

In coda a Ferrara per il tampone in auto

Turisti, badanti e lavoratori al punto drive-through alla Cittadella della Salute: 170 i test eseguiti ieri, molti i giovani

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Arrivano alla spicciolata guidando l’auto, percorrono mezzo giro attorno alla guardiola e si fermano davanti ai medici dell’Asl che eseguono il tampone all’ingresso della Casa della Salute di via Rampari di San Rocco, a Ferrara. L’attesa dura pochi minuti, gli occhi raccontano il lieve fastidio procurato dal test. Dall’auto non si scende, gli addetti al prelievo - tutine, mascherina e copricapo - lavorano mattina e pomeriggio (170 i test fatti ieri).

A scorrere attorno al servizio di drive-through sono le auto di badanti, lavoratori, pensionati, turisti: ognuno di loro è stato contattato dall’azienda sanitaria e invitato a presentarsi per verificare se ha “incontrato” il virus. Ieri hanno raggiunto il presidio almeno un paio di assistenti familiari provenienti dalla Romania. Una di loro è andata a far visita ai parenti e l’8 agosto è tornata in Italia per riprendere servizio a Tresigallo. Chi rientra dal Paese dell’Est è obbligato alla quarantena: 14 giorni, durante i quali viene sottoposto a doppio tampone e costantemente “monitorato”. Un’altra badante è rientrata a Ferrara, sempre dalla Romania, il 6 agosto scorso dopo aver partecipato al funerale della mamma. Ieri era accompagnata da una persona che l’ha riportata a casa, dove proseguirà il periodo di isolamento. Numerosi sono i lavoratori (tra cui addetti alla logistica e agricoltori) in screening per la prevenzione dei focolai. Come due commercianti di abbigliamento, lei nigeriana lui senegalese, nella stessa auto per il test, e un cittadino pakistano, magazziniere, giunto ormai al quinto tampone. Ma ne ha collezionati altrettanti, in attesa di quello negativo, un facchino marocchino residente a Cento, in servizio nel Bolognese. Ad attendere il risultato delle analisi c’é anche un camionista albanese residente a Ferrara. Rientrato dal Paese d’origine è stato messo in lista per il test al volante.

Vacanze con sorpresa

Si mantiene folto il drappello dei turisti che, tornati a casa, hanno dovuto fare i conti con qualche sintomo “sospetto” e, dopo essersi rivolti al medico di famiglia, sono stati chiamati per il test. Tra gli altri una signora di 38 anni che, giunta dal Lago Maggiore per una visita ai parenti nel Ferrarese, ha accusato qualche linea di febbre, tosse e mal di gola. O un ragazzo di 17 anni ritornato febbricitante da Riccione. In coda c’erano anche una famiglia di Ferrara, padre e figli di 10 e 4 anni, uno dei quali ha avuto la febbre dopo la vacanza a Pinzolo, e una ragazza di 20 anni, anche lei di Ferrara, tornata dalle Marche. Ma anche una giovane di 30 anni che è stata in villeggiatura a Cattolica e a casa ha avuto bisogno del termometro. Infine un ferrarese di 48 anni di ritorno dall’Afghanistan, dove è stato per lavoro: ora aspetta il secondo tampone. Dagli abitacoli esce sempre lo stesso auspicio: «Speriamo che vada tutto bene». —

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