La Nuova Ferrara

Ferrara

MESOLA 

L’autovelox entra in funzione «Ritardo a causa dei permessi»

lorenzo gatti
L’autovelox entra in funzione «Ritardo a causa dei permessi»

L’accensione prima annunciata in luglio è prevista per la mezzanotte di oggi Il sindaco: «Non c’erano problemi, solo procedure lunghe da parte di Anas»  

3 MINUTI DI LETTURA





MESOLA

La telenovela estiva dell’autovelox di Mesola pare giunta al termine. Con un avviso alla cittadinanza, il sindaco Gianni Michele Padovani ha annunciato che «l’amministrazione Comunale informa che dalle ore 00:00 di martedì 18 agosto (ovvero stanotte) andrà in funzione l’autovelox posto sulla strada statale Romea 309, nelle vicinanze dell’abitato di Mesola».

Al di là delle critiche mosse (con tanto di spiegazioni giuridiche della presunta non regolarità dell’apparecchio), resta il dato di fondo sulla mancata accensione, fino a oggi, seppure programmata per lo scorso mese di luglio. E così chi abita da quelle parti (ma implicitamente anche i tanti automobilisti che percorrono ogni giorno la Romea) si domandava quando sarebbe stato attivato il nuovo autovelox, posizionato al km 54 della statale, in prossimità di Mesola. Un quesito che, ora, ha una risposta.

La vicenda

Inizialmente annunciato dall’amministrazione comunale in funzione da metà luglio, l’apparecchio, posizionato quasi in corrispondenza di via Motte, allo stato attuale risulta inattivo. Riepiloghiamo la vicenda, che aveva innescato alcune polemiche. Lo strumento è posizionato sul lato della carreggiata in direzione Venezia e rileverà solo la velocità dei veicoli che transitano verso nord, in un tratto di strada che prevede un limite di 70 km/h. Per primo a criticare la scelta di mettere il velox è stato Anio Benazzi, titolare dell’Autoscuola 2000, che si è fatto portavoce di un gruppo di cittadini e “ha smontato” questo impianto in tre punti. In primis, la pericolosità, in quanto, a suo dire, è stato collocato in un punto a bassa incidentalità. Poi, la scelta del luogo, in quanto avrebbe avuto più senso vicino al semaforo di Bosco Mesola, teatro di alcuni incidenti mortali, con un rettilineo lungo e un limite di 90 km/h e non in un segmento di strada con una curva e un limite di 70 km/h. Infine, la terza contestazione verteva sulla visibilità, dato che «non è preventivamente segnalato e ben visibile, in quanto “impallato” da altri segnali e da un albero, mentre la postazione e l’ulteriore segnale in corrispondenza della fotocamera sono inseriti in una discreta vegetazione preceduta da segnali vari».

La difesa del sindaco

Il primo cittadino mesolano Padovani ha difeso a spada tratta la scelta effettuata, confermando la pericolosità di quel tratto di strada e promettendo una migliore visibilità del rilevatore da parte degli utenti. Ma in seguito, accanto a Benazzi, è sceso in campo un vero “esperto” del settore, quel Carlo Spaziani, ispettore romano dei vigili urbani in pensione. Relativamente a quello di Mesola, l’ex vigile romano ha contestato le distanze dei segnali di avviso e dello stesso sostegno del rilevatore sia dal ciglio della strada sia dalla linea di demarcazione della sede stradale. In pratica, per lui l’impianto è troppo esterno e distante rispetto alla strada.

Ma per il primo cittadino è tutto regolare e si va avanti: «Aspettiamo i permessi da Anas – affermava Padovani – ed i tempi per queste procedure sono lunghi. Problemi? Non c’è stato alcun problema, ma non sappiamo ancora quando l’impianto verrà attivato...». Ora, invece, l’annuncio dell’attivazione dalla mezzanotte di oggi. —

lorenzo gatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google