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Tentato omicidio dell’ex compagna: resta in libertà vigilata

A.M.
Tentato omicidio dell’ex compagna: resta in libertà vigilata

Caso Panigalli, la decisione del magistrato di sorveglianza A Fabbri aggiunti altri dodici mesi di misura restrittiva  

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Resterà un altro anno in libertà vigilata, Mauro Fabbri, l’uomo condannato per il tentato omicidio della ex compagna, nel marzo del 2010. Lo ha deciso il magistrato di Sorveglianza di Bologna che, pur dando atto della «buona condotta» dell’uomo, ha prolungato fino al 29 luglio del 2021 la libertà vigilata «vista la gravità dei fatti e in assenza di ulteriori elementi di segno diverso», rispetto al quadro iniziale che aveva portato all’adozione della misura. «Davvero? Che sollievo» è il commento di Lucia Panigalli, la donna che dieci anni fa rischiò di perdere la vita per mano di Fabbri, che le tese un agguato mentre rientrava a casa aggredendola a colpi di coltello. Otto anni e mezzo per tentato omicidio, la condanna comminata dopo cinque processi, e accorciata da uno sconto di pena di 570 giorni per buona condotta che tanto fece discutere e tanta amarezza procurò alla vittima. La stessa amarezza, mista a sconcerto, con cui era stata accolta la sentenza di assoluzione a Fabbri per aver pianificato l’omicidio di Lucia mentre si trovava in carcere, assoldando dei sicari.

La replica

I killer designati però non misero in atto il piano, e “solo” per questo, in punta di diritto, Fabbri sfuggì a una seconda condanna. Su Lucia Pangalli, che vive sotto scorta, pendeva il timore della revoca della libertà vigilata, timore al momento rimandato per altri dodici mesi: «Sono sollevata - ribadisce - e anche contenta di saperlo, visto che per motivi di privacy la vittima non è tenuta a essere informata, cosa di cui non smetterò mai di stupirmi. Ma se per lui la libertà vigilata durerà un altro anno, la mia condizione è una condanna a vita, prigioniera della paura e costantemente sotto scorta. Ringrazio i carabinieri per tutto quello che hanno fatto e che stanno facendo». Da parte sua, la difesa di Fabbri ha tempo fino al 10 settembre per opporsi alla decisione del Tribunale di Sorveglianza: «Ci riserviamo di fare ricorso - spiega l’avvocato Gian Luigi Pieraccini - Vogliamo innanzitutto capire quali sono gli “elementi di segno diverso” a cui fanno riferimento i giudici e perché, nonostante il riconoscimento della buona condotta, la misura sia stata confermata». —

A.M.

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