In calo la voglia di fare impresa Govoni: diminuire la tassazione
I dati dell’Osservatorio su Ferrara con un saldo delle aziende di +53 ma un 42% in meno di nuove iscrizioni sul 2019
Azienda Ferrara in deciso rallentamento ma il bilancio tra aperture e chiusure resta positivo nel secondo trimestre di quest’anno con un aumento di +53 unità, che comunque mette a segno il peggior risultato dei secondi trimestri degli ultimi anni.
L’effetto Covid-19 continua, dunque, a pesare sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale provinciale, dopo avere inciso negativamente sull’andamento dei primi tre mesi dell’anno.
Tra aprile e giugno prosegue, infatti, l’indebolimento della voglia di fare impresa dei ferraresi con 277 iscrizioni di nuove imprese contro le 480 del secondo trimestre 2019, il 42% in meno. Contestualmente frenano, in misura ancora più accentuata, le cancellazioni che si attestano a 224 quest’anno rispetto alle 365 dell’anno precedente, il 39% in meno. Da notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito soprattutto la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 43 imprese (121 le iscrizioni di nuove imprese contro 78 cessazioni). In termini percentuali, lo stock delle imprese si è, dunque, accresciuto dello 0, 15% (+0, 33% nel secondo trimestre del 2019) portando il totale delle registrate nella nostra provincia, al 30 giugno di quest’anno, a 34. 392 realtà imprenditoriali. Calano le aperture di nuove procedure fallimentari (23 a fronte delle 25 del 2019) e non si registrano concordati preventivi.
È quanto emerge dall’analisi trimestrale dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio sui dati del Registro delle imprese.
Il presidente Govoni
«Il coraggio degli imprenditori ferraresi è più forte del Covid ma, evidentemente, da solo non basta». Cosi Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara, che ha aggiunto: «I dati parlano chiaro, c’è poco da aggiungere alla fotografia dei numeri, se non la preoccupazione degli imprenditori per la tenuta sociale del Paese e del territorio in autunno, quando molti dei nodi attuali verranno al pettine. Serve dare una prospettiva di crescita alla nostra economia, prevedendo, ad esempio – dice ancora il presidente Govoni – un piano di riduzione del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro alle imprese e aumentare il reddito dei lavoratori. Bisogna sbloccare i cantieri per realizzare quelle infrastrutture strategiche attese da anni e rendere strutturale il Piano Impresa 4. 0 per traghettare fuori dal guado le imprese che hanno avviato il proprio percorso di piena maturazione digitale».
In questo periodo sono le imprese individuali a contribuire alla formazione del saldo positivo, con un’incidenza alle iscrizioni superiore al loro peso sul totale delle imprese registrate, a cui si aggiunge il trend sempre positivo delle società di capitale. Delle 53 imprese in più alla fine del trimestre, il 72% circa ha la forma dell’impresa individuale (+38 unità). Rispetto ai periodi più recenti, l’analisi della nati-mortalità delle imprese per forme giuridiche segnala nel secondo trimestre 2020 un rallentamento della dinamica delle società di capitale. —
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