Persi nel Ferrarese due turisti su tre Profondo rosso nel primo semestre 2020
L’effetto pandemia si attenua solo parzialmente in giugno. Un -67,8% nei pernottamenti rispetto all’anno prima
La pandemia sta presentando un conto salatissimo per il settore turistico, tra i più colpiti in questa fase di emergenza covid.
I dati forniti dalla Regione Emilia Romagna riferiti a primi sei mesi dell’anno sono eloquenti. Per quanto riguarda la Provincia di Ferrara si calcola un drastico -67,8% in meno di pernottamenti da gennaio a giugno rispetto all’analogo semestre 2019. Come dire che quest’anno si sono persi due turisti su tre con un dato complessivo di presenze che si attesta a poco di 277mila e di queste poco meno di 30mila hanno matrice straniera. Incide molto il dato balneare dei Lidi, confermato dal fatto che tutte le province della regione con sbocco sull’Adriatico, le rimanenti sono tutte in Romagna, hanno una percentuale complessiva negativa più alta di quella di Ferrara con il record di Rimini -74,4%
Nonostante un giugno con segni un po’ meno negativi rispetti ai mesi del lockdown, i dati della prima metà del 2020 sono impietosi e c’era francamente da aspettarselo. Già a maggio con la libera circolazione nell’ambito regionale si era visto qualche miglioramento rispetto ai quasi -100% del primo periodo primaverile, a giugno poi con il definito rompete le righe in ambito nazionale e la possibilità anche agli stranieri di venire in Italia si aspettava una prima vera ripresa, ma il dato che più risente della crisi, sia nelle località balneari dei Lidi comacchiesi sia a Ferrara, riguarda soprattutto i turisti stranieri.
Il fatto che l’Italia, sia stata tra le zone più colpite nel mondo dalla pandemia nella prima fase, può essere stato senza dubbio un deterrente per tanti stranieri nel venire nella nostra penisola e il dato della voce estera è particolarmente pesante. Complessivamente il sistema ricettivo ferrarese registra quasi un 90% in meno di pernottamenti nel primo semestre 2020, con la punta del 95,5% ai Lidi comacchiesi. In fuga da Ferrara città il 77,5% degli stranieri che invece avevano fatto registrare la loro presenza nel 2019. Sempre in città dopo gli scontati meno 100% di marzo, aprile e maggio, si è registrato a giugno un -84,6% dalla Germania, un -83,6% dalla Francia, -86,2% dall’Austria, unico paese ad avere un dato quasi uguale a quello dello scorso anno è la Croazia con un -6,3% di presenze. Ai Lidi comacchiesi il calo degli stranieri è stato ancora più netto, dove pesa soprattutto un -93% di tedeschi, un -88,5% di francesi e un -97,5% di polacchi, tanto per citare le comunità turistiche più consistenti.
Il dato del calo dei turisti italiani nel Ferrarese in questo prime semestre dell’anno è pressoché analogo in termine di percentuale a quello complessivo, nel senso che si attesta a un -67,7 % rispetto al primo semestre 2019, a testimonianza della bassa incidenza quest’anno del turismo straniero. Sul fronte dei Lidi comacchiesi il calo dei turisti provenienti dall’Emilia Romagna è quello logicamente più contenuto con un -41,4% (nel solo mese di giugno il dato scende a -27,5%). La percentuale media di raffronto del totale dei pernottamenti dei turisti italiani nel primo semestre si attesta a -59,3% (-36,4% nel mese di giugno a conferma della ripresina di inizio estate). A Ferrara città, la percentuale di raffronto complessiva dei pernottamenti dei turisti italiani sale a -61% (-47% nel mese di giugno). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google