Ex Mercatone Uno Invenduti i negozi di Ferrara e Mesola
Non ci sono i negozi di Ferrara e Mesola e nemmeno quello di Occhiobello tra i cinque punti vendita di quel che rimane del gruppo Mercatone Uno fondato dall’imolese Romano Cenni, che saranno ceduti dai commissari straordinari (108 posti di lavoro tutelati) a due distinte realtà imprenditoriali. Un triste epilogo per il gruppo dell’arredo casa popolare, finito in amministrazione straordinaria cinque anni fa con 79 negozi e quasi 3. 500 dipendenti e oggi a caccia di acquirenti che possano salvare quello che rimane.
I nuovi commissari Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione e Luca Gratteri stanno cercando di vendere i negozi rimasti salvando i posti di lavoro.
I tre professionisti hanno presentato al Mise l’istanza di autorizzazione per la cessione di ulteriori cinque punti vendita di Mercatone Uno, dopo i sei venduti lo scorso marzo, di cui cinque alla catena Risparmio Casa che ha recentemente aperto anche a Ferrara. Il 19 marzo scorso i commissari straordinari avevano chiesto al tribunale l’autorizzazione a cedere sei punti vendita (Calenzano, Monterosi, Roma, San Giuseppe di Comacchio, Villanova d’Albenga e San Cesareo di Lecce) a due diverse realtà imprenditoriali, salvaguardando 161 posti di lavoro.
La catena cinese Max Factory ha riconfermato l’impegno a salvare 84 lavoratori e i negozi di Rubiera, Pavia, Cesano Maderno e Gravellona Toce. Un quinto punto vendita, quello di Sacile in Friuli dovrebbe essere ceduto sempre a Ricagest (Risparmio Casa), con la garanzia di riassorbire i 24 dipendenti precedentemente impiegati. —
m.bar.
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