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«Lo abbiamo visto andare giù e non siamo riusciti a salvarlo»

«Lo abbiamo visto andare giù e non siamo riusciti a salvarlo»

I primi ad arrivare sul posto  due uomini dei vigili giurati «Hanno usato il defibrillatore ma ormai era troppo tardi È stato tremendo»

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La salma di Michele Sonori, 68 anni, è stata portata sul molo del porto di Goro dalla Capitaneria di Porto, seguita dalla barca guidata dall’amico e con a bordo la compagna dalla quel si era tuffato qualche ora prima. Perdendo la vita in mare.

«Aveva deciso di fare il bagno - raccontano gli amici agli uomini della Capitaneria -, si è tuffato ma era in difficoltà. Diceva che aveva male alle gambe, poi al braccio e intanto andava sotto». A quel punto «gli abbiamo tirato il salvagente, abbiamo cercato di afferrarlo ma niente...continuava ad andare sotto». Il volto bianco, la disperazione negli occhi di chi fino a qualche minuto prima con lui rideva e scherzava.

la testimonianza

I primi ad arrivare sul posto sono stati gli uomini del Comparto marittimo dei Vigili giurati che opera nella Sacca di Goro, guidati dal direttore Alvaro Mari:«Siamo pronti ad ogni evenienza, i miei hanno fatto tutti i corso e abbiamo i defibrillatori. Nonostante le manovre immediate purtroppo non siamo riusciti a salvare quell’uomo».

Il figlio della vittima, Giacomo, è arrivato a Goro attorno alle 12.30, sconvolto e incredulo. «Non c’è più, Michele non c’è più», ha detto la compagna della vittima correndogli incontro per abbracciarlo forte. «Non sappiamo ancora come sia potuto succedere, stava bene prima di tuffarsi. Poi ha iniziato a lamentare un dolore al braccio e poi...». Sarà l’autopsia, se verrà disposta, a dare qualche spiegazione in più. —

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